La crisi internazionale legata allo stretto di Hormuz continua a produrre effetti diretti anche sull’agricoltura della provincia di Varese, dove l’aumento dei costi di fertilizzanti, energia e carburanti sta mettendo sotto pressione le imprese agricole del territorio. È quanto evidenzia Coldiretti Varese sulla base di un’analisi Coldiretti su dati camerali diffusa in occasione del vertice Med9 dei Paesi del Mediterraneo dell’Unione Europea riuniti a Roma.
Secondo i dati elaborati, il prezzo dell’urea ha raggiunto gli 870 euro a tonnellata contro i 470 euro del maggio dello scorso anno, con un incremento dell’85%, mentre il nitrato ammonico è salito da 369 a 510 euro a tonnellata (+38%). Una crescita che si somma al rialzo del gasolio agricolo e degli altri costi produttivi legati alle tensioni internazionali.
“Le imprese agricole del Varesotto stanno vivendo una fase estremamente complessa” evidenzia il presidente di Coldiretti Varese Pietro Luca Colombo. “L’aumento dei fertilizzanti incide direttamente sui costi delle coltivazioni, dei foraggi e delle produzioni destinate all’alimentazione animale, mentre il caro energia continua a pesare sulla gestione quotidiana delle aziende”.
Secondo una stima della Fao, la crisi dello stretto di Hormuz ha rallentato la disponibilità di fertilizzanti fino a 3 milioni di tonnellate al mese, con effetti che rischiano di ripercuotersi sull’intera filiera agroalimentare europea.
Nel territorio varesino i rincari coinvolgono trasversalmente allevamenti, aziende cerealicole e comparto florovivaistico, realtà che già devono confrontarsi con costi strutturali elevati e con un mercato sempre più competitivo.
“Il pericolo – prosegue Colombo – è che si riduca la capacità produttiva delle aziende agricole europee proprio in un momento in cui sicurezza alimentare e autosufficienza strategica dovrebbero essere considerate priorità. Serve una risposta concreta dell’Europa per sostenere chi produce cibo e presidia il territorio”.
Coldiretti Varese richiama inoltre l’urgenza di investire su strumenti capaci di ridurre la dipendenza dall’estero, a partire dall’economia circolare agricola, dall’utilizzo del digestato come fertilizzante naturale e da politiche che favoriscano innovazione e sostenibilità.
“In provincia di Varese l’agricoltura continua a svolgere una funzione essenziale anche dal punto di vista ambientale e sociale” conclude Colombo. “Difendere le imprese agricole significa difendere paesaggio, biodiversità, occupazione e qualità delle produzioni locali”.














