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Busto Arsizio | 24 aprile 2026, 14:15

Più soldi in busta paga ai lavoratori fragili e con disabilità: «Sono fedeli alle aziende, affidabili, utili»

La sottolineatura arriva dall’assessore ai Servizi Sociali, Paola Reguzzoni, a commento dei maggiori compensi garantiti dal Comune per gli utenti del Servizio Inserimento Lavorativo. I referenti di Solidarietà & Servizi, che curano percorsi personalizzati anche nell'ambito del Servizio Inclusione Lavoro: «Le imprese si dimostrano ricettive». E capita che riconoscano ulteriori gratifiche

Da sinistra, Filippo Oldrini, Elena Olgiati, Paola Reguzzoni, Simona Mocchetti

Da sinistra, Filippo Oldrini, Elena Olgiati, Paola Reguzzoni, Simona Mocchetti

La media degli utenti seguiti contemporaneamente, da gennaio 2025 a oggi, si attesta oltre quota 170. Sono persone fragili o con disabilità che hanno usufruito, o stanno usufruendo, del Servizio Inserimento Lavorativo gestito, per conto del Comune, dalla Cooperativa Solidarietà & Servizi. Che incontra, approfondisce, valuta. E cerca, contatta aziende, allestisce percorsi personalizzati (preferibilmente facendo ricorso ai tirocini). Con risultati positivi, non di rado (è successo 44 volte da gennaio 2025) culminati nell’assunzione. «Finalmente – ha spiegato oggi in conferenza stampa l’assessore ai Servizi Sociali, Paola Reguzzoni riusciamo ad aumentare i compensi degli utenti, portandoli da 150-180 euro al mese a 350 circa. Passiamo da una sorta di contributo di partecipazione a un compenso vero e proprio, più gratificante da tutti i punti di vista».

«È un incentivo importante – la sottolineatura di Elena Olgiati, responsabile dei Servizi di inserimento di Solidarietà & Servizi – questo investimento da parte del Comune aiuta». Chi? La referente ha dettagliato le percentuali: gli utenti sono innanzitutto disabili intellettivi (32 per cento), fisici (28) e psichici (24), oltre che persone in stato di emarginazione sociale (16 per cento). La fascia d’età più consistente è quella compresa fra 36 e 50 anni (37 per cento), seguita da 18-35 (32) e 51-66 (31).

Ancora, il Servizio di Inclusione Lavorativa per nuclei che percepiscono l’assegno d'inclusione o comunque in disagio economico, vede, a Busto, 555 domande attive e 300 nuclei monitorati. «Tutte le segnalazioni dai Servizi Sociali sono prese in carico» si fa presente da Solidarietà & Servizi. Invalidi, pazienti psichiatrici, anziani italiani e stranieri, lungodisoccupati, nomadi e itineranti vengono indirizzati, anche in questo caso, su percorsi personalizzati (il Comune destina fondi specifici).

«La difficoltà delle persone è cresciuta – ha ricordato il consigliere delegato di S&S, Filippo Oldrini – in particolare il disagio psichico. E il Covid è stato uno spartiacque passato il quale anche l’accompagnamento è diventato più lungo, quindi bisognoso di un incoraggiamento più forte. Va detto che le aziende rispondono bene, si dimostrano ricettive».

Così Simona Mocchetti, responsabile del Servizio Inserimento Lavorativo a Busto: «È necessario curare ancora di più il percorso, dalle fasi preliminari alle verifiche, dallo sviluppo al monitoraggio. Con una consapevolezza da tenere sempre presente: il lavoro non è solo stipendio ma anche inclusione sociale».

«Se anche fossimo cinici e ci basassimo solo su freddi calcoli – la chiusura dell’assessore – dovremmo fare passare il concetto che i numeri della disabilità sono tali che l’inserimento lavorativo è indispensabile. Senza, il sistema non regge. Non solo: i dati che raccogliamo sui lavoratori inseriti dicono che sono particolarmente fedeli alle aziende. E che risultano utili, al punto che alcune imprese corrispondono compensi in aggiunta a quello del Comune e agli assegni cui gli utenti hanno diritto».

S.T.

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