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Territorio | 03 aprile 2026, 08:02

Quando Volta scoprì il metano sul lago Maggiore. Scienziati alla Palude Bruschera in nome dell'ambiente

Si è conclusa la conferenza internazionale sul metano tenutasi al JRC di Ispra organizzata in occasione dei 250 dalla ricorrenza: la conferenza si è chiusa con la sottoscrizione della “Dichiarazione di Angera”, un decalogo per contrastare gli effetti di alterazione del clima. L'assessore all'Ambiente Milo Manica: «Ci inorgoglisce e ci responsabilizza»

Si è conclusa la conferenza internazionale sul metano tenutasi al JRC di Ispra, che ha riunito oltre 150 ricercatori da tutto il mondo. L'evento si è tenuto tra il 30 marzo e il 2 aprile al centro di ricerca europeo e ha permesso un confronto scientifico e con i decisori politici sulle sfide che attendono il nostro pianeta dal punto di vista del cambiamento climatico indotto dai gas serra. La conferenza si è svolta in occasione dei 250 anni dalla scoperta del gas metano svolta da Alessandro Volta sul Lago Maggiore, presso la zona della Palude Bruschera e l’Isolino Partegora. 

Scoperto nel 1776 e nominato dallo scienziato “aria infiammabile nativa delle paludi”, il metano è un composto organico gassoso che è stato impiegato solo poco prima della metà del Novecento come combustibile per usi domestici. Oltre a essere presente nei giacimenti sotterranei da cui viene estratto, si forma in contesti di fermentazione e decomposizione della materia e quindi anche nelle aree umide, che lo trattengono evitando che possa liberarsi in ambiente. 

Fra le caratteristiche del gas metano (CH4), vi è la proprietà di fungere da “gas serra”, con un impatto decine di volte maggiore rispetto alla ben nota anidride carbonica (CO2). La conferenza si è chiusa con la sottoscrizione della “Dichiarazione di Angera”, un vero e proprio decalogo di azioni concrete per contrastare gli effetti di alterazione del clima. Il documento è indirizzato in prima battuta ai decisori politici, ma anche all'economia e ai ricercatori. 

«Questo importante documento deve essere un punto di riflessione per tutti, specialmente per i governanti delle nazioni» dichiara Milo Manica, assessore all’Ambiente e Lago di Angera, che prosegue: «Il fatto che la dichiarazione prenda il nome dalla nostra città ci rende orgogliosi e ci responsabilizza nei confronti delle forze politiche. Dobbiamo impegnarci per far circolare il documento e renderlo il punto di partenza per un cambio di passo immediato. I gas serra prodotti dai settori industriali, dall’agricoltura, dai trasporti e dai conflitti in atto sono un problema conclamato. Le tecnologie per una transizione giusta ci sono e puntare sulle rinnovabili è fondamentale.» 

A conclusione della conferenza internazionale, giovedì 2 aprile è stata organizzata un’uscita a gruppi “sulle orme di Volta” presso la Palude Bruschera, area protetta di notevole rilievo nel corridoio ecologico Ticino-Verbano. Attraverso una strumentazione di precisione è stato possibile misurare il metano liberato smuovendo con un bastone il fondo paludoso in alcuni punti: durante l’esperimento alcuni picchi hanno registrato una concentrazione di metano 200 volte superiore alla quantità presente in atmosfera, a dimostrazione di quanto metano sia prodotto e conservato sul fondo melmoso delle aree umide. Senza smuovere le acque nulla viene rilasciato in aria. 

«Ho avuto la possibilità di seguire un gruppo durante l’escursione in Bruschera e toccare con mano quanta passione per il proprio lavoro contraddistingue le persone intervenute. Ripetere l’esperimento di Volta a distanza di 250 anni con tecnologie nuove è stato veramente affascinante» conclude l’assessore Manica.

C.S.

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