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Attualità | 02 aprile 2026, 19:41

Violenza alla fermata del pullman, lo sgomento dell’Isis Facchinetti: «Un episodio che ci addolora e preoccupa»

L’aggressione all’autista avvenuta ieri pomeriggio nei pressi del polo scolastico di via Azimonti a Castellanza accende il dibattito. Il vicepreside Santoro: «È un problema di tipo sociale. Occorre fare rete per educare i ragazzi, siamo impegnati in percorsi educativi sulla legalità»

Violenza alla fermata del pullman, lo sgomento dell’Isis Facchinetti: «Un episodio che ci addolora e preoccupa»

Il grave episodio di violenza verificatosi ieri, primo aprile, davanti al polo scolastico di via Azimonti a Castellanza, dove uno studente è stato denunciato per aver aggredito l’autista di un autobus (LEGGI QUI), ha scosso l’intera comunità scolastica. La vicenda, nata – secondo le prime ricostruzioni – da un diverbio legato al possesso di un titolo di viaggio, ha visto il conducente del mezzo finire in ospedale, fortunatamente in condizioni non critiche.

Sulla questione interviene Ludovico Santoro, vicepreside dell’Isis Facchinetti, che fin da subito ha collaborato con le forze dell’ordine per chiarire la dinamica dell’accaduto. «Siamo venuti a conoscenza dell’episodio già nel pomeriggio di ieri», dichiara il vicepreside. «Abbiamo subito verificato con i nostri collaboratori scolastici che non vi fosse alcuna rissa in corso all’interno o nelle immediate adiacenze del nostro istituto. Appreso l’accaduto, ci siamo mossi per quanto di nostra competenza, pur trattandosi di un evento avvenuto al di fuori della nostra responsabilità diretta».

Per il professor Santoro, il problema non va circoscritto al singolo, quanto piuttosto a un disagio più ampio: «Per me è indifferente che si tratti di un nostro studente o di un altro ragazzo. Il problema non è la scuola, ma una questione di tipo sociale. Ai nostri giovani dobbiamo trasmettere il messaggio che la violenza non è mai una risposta. Serve una riflessione profonda».

Il vicepreside sottolinea come l’istituto sia da tempo impegnato in percorsi educativi sulla legalità: «Solo nel mese di marzo abbiamo avuto tre incontri con gli ispettori della Polizia di Stato per discutere proprio dei rischi e delle responsabilità legate ai comportamenti, al cyberbullismo e al rispetto delle regole civili. Nonostante il nostro impegno, eventi di questo tipo ci spingono a fare ancora di più».

L’attenzione ora è rivolta alla sicurezza degli spostamenti dei ragazzi, un tema su cui la scuola dialoga costantemente con gli enti competenti e le aziende di trasporto. «Il problema va affrontato ad ampio raggio», conclude Santoro. «Occorre una sinergia tra istituzioni, scuola e famiglie. Eventi di questo genere ci ricordano quanto sia fondamentale lavorare quotidianamente sull’educazione delle nuove generazioni, al di là di quello che può essere il contesto scolastico o il mezzo di trasporto».

Redazione

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