Una serata all’insegna del confronto schietto. La Galleria Boragno, nel cuore pulsante di Busto Arsizio, ha ospitato lunedì 30 marzo l’incontro di Busto Rinasce, che ha visto la partecipazione di chi il centro lo vive ogni giorno: i commercianti. È emerso un quadro complesso, dove la frustrazione corre sul filo della rassegnazione.
Il degrado nel salotto buono: piazza Vittorio Emanuele II
Il tema dominante è stato lo stato di salute di piazza Vittorio Emanuele II, vero e proprio nervo scoperto della città. Salvatore Loschiavo non ha usato giri di parole: «La piazza è emblematica dello stato di trascuratezza. Abbiamo una piazza che dovrebbe essere il fiore all’occhiello e invece appare come un contenitore di criticità. Lì non ci sono le persone: dove non ci sono le persone, la sicurezza sparisce e il degrado prende il sopravvento». Secondo Loschiavo, il problema non è solo architettonico, ma di visione: «Non si può lasciare una piazza in queste condizioni, in balia di un senso di abbandono che allontana i turisti e scoraggia anche noi bustocchi».
Via Cavallotti: il caso dell’aiuola e la manutenzione ordinaria
Tra le lamentele più accese, quella sulla manutenzione del verde e degli arredi in via Cavallotti. Loschiavo ha puntato il dito contro una gestione "a singhiozzo" del decoro urbano: l’esempio delle aiuole rimosse e lasciate nel degrado è stato definito dal fondatore di Busto Rinasce come il fallimento di una politica che non sa prendersi cura dei dettagli. Secondo Loschiavo, utilizzare una parte dell'avanzo di bilancio per riqualificare arterie come via Cavallotti non è un'opzione, ma un dovere per restituire dignità al centro
11 milioni di avanzo: «Ecco dove li spenderei»
Ma dove prendere le risorse? La domanda non si è fatta attendere. Loschiavo ha risposto puntando il dito contro l’immobilismo amministrativo: «Il Comune ha 11 milioni di avanzo di bilancio. Sono risorse ferme, soldi dei cittadini che dovrebbero tornare in servizi. Se fossi io al governo, ne prenderei una parte importante per il restyling delle piazze e per la mobilità. Non parlo di grandi opere faraoniche, ma di interventi che impattano sulla qualità della vita: illuminazione potenziata, parcheggi razionalizzati per non bloccare il traffico e un piano di manutenzione del verde che non sia estemporaneo».
Cos’è Busto Rinasce?
Verso la fine della serata, Loschiavo ha spiegato lo spirito del movimento: «Busto Rinasce non è un partito, è un laboratorio di idee e ascolto. È una piazza che si è data il compito di colmare il vuoto tra amministratori e cittadini. Non siamo qui per criticare e basta, ma per far capire che, se c’è la volontà di investire, le soluzioni esistono. Dobbiamo solo avere il coraggio di passare dal dire al fare».
L’ascolto continua. Le prossime tappe per raccogliere nuove istanze sono già fissate: il 10 aprile l’appuntamento sarà a Sacconago, mentre il 23 aprile il tour arriverà nel quartiere di Madonna Regina.


















