Dopo l'1-4 subìto dal Lecco (LEGGI QUI) a preoccupare non è solo il minor numero di partite che rimangono alla fine della stagione, e quindi di occasioni per riacciuffare il pareggio. Il segnale più brutto di questa nefasta domenica dello Speroni è indubbiamente l'atteggiamento della squadra, un nettissimo passo indietro rispetto alle ultime uscite, che avranno prodotto pochi punti sì (3 nelle ultime sette gare) ma anche disputate con il piglio di chi vuole lottare fino a che (eventualmente) la matematica non dirà altro.
Un allenatore scuro in volto, deluso, quasi incredulo. Francesco Bolzoni non usa mezzi termini per definire la disfatta della sua Pro Patria contro il Lecco. Alla domanda secca su possibili dimissioni, dovuto proprio a un atteggiamento di squadra difficilmente comprensibile, il tecnico però risponde con un categorico "no": «Dopo la partita con la Giana, 11 partite fa, non ho mai visto una prestazione come quella di oggi, da nessun punto di vista: magari c'era la partita in cui stavi bene fisicamente ma non tatticamente, o viceversa. Oggi non c'è stato nulla», ha dichiarato Bolzoni, che ha individuato il problema principale in un crollo di carattere. «Secondo me è quello che è mancato più di tutto è stata la personalità».
Il tecnico fatica a spiegarsi il tracollo, soprattutto dopo i segnali incoraggianti visti solo una settimana fa. «È difficile. Non puoi passare da una partita con la qualità e la voglia messa in campo nel secondo tempo a Lumezzane, ai primi 20 minuti di oggi, che non riesco a spiegarmi». Per Bolzoni, la responsabilità non può che essere dei giocatori, chiamati a trovare dentro di sé le giuste motivazioni. «Le motivazioni per affrontare questa partita non le dovevo dare io con le parole. Sono quelle che hai dentro, quelle che ti hanno portato a fare questo mestiere».
Una prestazione che ha sorpreso lo stesso allenatore, reduce da una settimana di lavoro positiva. «Tutti erano sul pezzo, nessuno escluso, nemmeno gli acciaccati. Non pensavo che facessero una prestazione del genere a livello nervoso, non me l'aspettavo».
Non cerca scuse Christian Travaglini, capitano di giornata vista l'assenza di Ferri. Il difensore si assume, a nome della squadra, la piena responsabilità di una prestazione definita senza mezzi termini una "giornata storta", rifiutando qualsiasi tipo di alibi. «Sapevamo di affrontare una squadra molto forte, ma questo non deve essere una giustificazione - ha dichiarato con amarezza - Ci prendiamo tutte le responsabilità del caso. La colpa è solo nostra e non c'è una spiegazione in particolare». Lo sguardo è già proiettato al futuro immediato, con la consapevolezza che il margine d'errore si è ormai azzerato: «Già da sabato dobbiamo entrare in campo con un altro piglio, perché le prossime gare sono veramente più che delle finali».
Di fronte all'impressione di una squadra apparsa slegata e senza idee, Travaglini ha però voluto difendere con forza l'unione dello spogliatoio, respingendo categoricamente l'ipotesi di un gruppo scollato. «Smentisco categoricamente - ha affermato con decisione l'ex difensore del Cagliari - Faccio parte di questo gruppo, so i valori umani dei ragazzi, dello staff e della società. Posso garantire che siamo un grande gruppo, siamo compatti e siamo coesi».
La mancanza di reazione, secondo il difensore, è stata figlia di un blocco mentale subentrato dopo il doppio svantaggio. «Quando affronti una squadra forte e nel primo tempo ti trovi sotto con una differenza di reti così elevata, non abbiamo avuto la forza e il coraggio di controbattere». Una resa psicologica prima che tecnica, che la squadra dovrà superare in fretta per non compromettere definitivamente la stagione.
Qui le interviste pubblicate da www.aurorapropatria1919.com














