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Cronaca | 17 marzo 2026, 14:16

Minacce e richieste di denaro dopo un tamponamento: arrestato un 30enne a Laveno

La vittima è un 53enne della zona a cui il giovane ha cercato, con modi aggressivi, di ottenere diverse migliaia di euro nonostante la lieve entità del danno. Le richieste erano diventate sempre più insistenti sia con messaggi che con reiterate telefonate, fino all'intervento dei carabinieri

(foto d'archivio)

(foto d'archivio)

Nel tardo pomeriggio di venerdì 13 marzo i carabinieri della Stazione di Laveno Mombello hanno arrestato in flagranza di reato un 30enne italiano ritenuto responsabile di estorsione nei confronti di un 53enne della zona.

La vicenda è iniziata nella seconda metà di febbraio quando quest’ultimo, alla guida del proprio veicolo, è stato tamponato posteriormente dall’autovettura condotta dal primo. Sin da subito, il più giovane, che aveva causato il sinistro, tra l’altro di lieve entità, aveva avuto un atteggiamento molto poco collaborativo che, in un crescendo di arroganza e supponenza, era scaturito in vera e propria violenza verbale.

Nella circostanza, era anche dovuta intervenire la madre del 30enne, proprietaria del veicolo, la quale, a fatica, era riuscita a contenere l’aggressività del figlio, vedendosi costretta a farlo allontanare dal luogo teatro dei fatti per riuscire a compilare la constatazione amichevole.

Una volta conclusa la compilazione degli atti, però, il giovane era ritornato sulla scena del sinistro, iniziando a minacciare pesantemente di morte e altre gravissime conseguenze il 53enne, doppiamente parte offesa per il danno patito e per la condotta particolarmente aggressiva subita in quel momento. Nell’andare via, il 30enne aveva arrecato anche un ulteriore danno al veicolo della controparte, colpendo con un calcio la carrozzeria del veicolo in allontanamento.

Da quel momento in poi la vittima, i cui recapiti telefonici e di indirizzo erano noti dal modello di constatazione amichevole, è stata oggetto di reiterate minacce telefoniche e tramite messaggistica volte a ottenere somme di denaro assolutamente non dovute e minimamente proporzionali al danno se anche le ragioni del sinistro fossero state a parti invertite.

A seguito dei continui dinieghi a voler pagare, il 30enne, che era partito da una richiesta di 10mila euro, era sceso, nel corso delle continue minacce estorsive, fino a 1000 euro. La vittima, intimorita per sé e la propria famiglia continuamente fatta oggetto di pesantissime minacce, anche simboliche, ha così acconsentito a voler pagare pur di chiudere la vicenda, non prima di essersi recata però, psicologicamente provata e impaurita, presso la Stazione Carabinieri di Laveno Mombello, dove ha trovato conforto e, finalmente, una via di uscita da quella situazione.

I militari dell’Arma, dopo aver raccolto ogni elemento utile a ricostruire la lunga vicenda, nascosti alla vista delle parti, hanno così atteso all’appuntamento il giovane estorsore che è stato bloccato e ammanettato proprio mentre si allontanava con la somma appena estorta, successivamente riconsegnata al legittimo possessore. L’arrestato, le cui responsabilità dovranno essere valutate e accertate – come sempre – nell’ambito del procedimento penale iscritto, dopo il foto-segnalamento e le formalità di rito, è stato tradotto presso la casa circondariale di Varese, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Da Luinonotizie.it

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