(Adnkronos) - "Le adolescenti possono per la prima volta capire che, applicando una terapia contraccettiva ormonale, stiamo sopprimendo il nostro ciclo mestruale naturale e ne diventiamo così per la prima volta padrone. Possiamo orientare i cicli senza che questi comportino una difficoltà nello svolgimento della vita e delle attività di tutti i giorni". Lo ha detto Anna Maria Fulghesu, professoressa di Ginecologia e ostetricia dell'università di Cagliari, partecipando al convegno 'Il tango dell'adolescenza - Corso di alta formazione: primi passi nella salute ginecologica ed endocrinologica dell’adolescente', oggi a Roma.
"Far capire questa cosa a una ragazza non è facile - spiega Fulghesu - ma quando si riesce ci sarà grata per molti anni. Le giovani hanno paura che sopprimere la natura delle mestruazioni possa far male. Va però capito che una volta le ragazze si sposavano a 14 anni e avevano un numero di gravidanze che andava da 10 a 16. Questo significava stare 17 anni senza mestruazioni durante il periodo di vita fertile e per questo il numero di cicli di una ragazza era molto limitato". Ora le cose sono cambiate decisamente, "nessuno ambisce a sposarsi a 14 anni e ad avere 16 figli, perciò il numero di mestruazioni che il nostro fisico ci dà è spropositato rispetto alle nostre reali risorse biologiche. Per questo viene l'endometriosi, l'anemia e i malesseri".
"Se vogliamo vivere nel moderno - sottolinea Fulghesu - dobbiamo riuscire a gestire il ciclo mestruale in modo non pericoloso, che può anzi salvaguardare rispetto ad altre condizioni che incidono negativamente sulla qualità della vita".














