La primavera, questa volta, non porta leggerezza ma nuove tensioni politiche. È una conferenza stampa dai toni duri quella convocata dal Partito democratico di Gallarate insieme ai consiglieri di minoranza per tornare a puntare i riflettori sulla Fondazione Scuole Materne, al centro di una vicenda che intreccia aumento delle rette, scelte organizzative contestate e un confronto istituzionale che, secondo l’opposizione, manca ormai da mesi.
Il Pd chiede risposte puntuali all’amministrazione comunale e in particolare all’assessore alla Cultura e Istruzione Claudia Mazzetti, accusata di non aver più convocato la Commissione istruzione dal giugno 2024. Un’assenza che, secondo i dem, pesa oggi più che mai. «È da luglio che ci arrivano segnali allarmanti», afferma il consigliere Coppe, richiamando una sequenza di decisioni che avrebbero progressivamente inciso sull’offerta educativa e sui costi a carico delle famiglie.
Il nodo centrale resta quello delle sezioni Primavera: tre realtà che, denunciano le minoranze, rischiano di essere eliminate nonostante fossero state presentate come parte integrante della proposta formativa durante gli open day di novembre e in quello successivo del 17 gennaio. «Parliamo di sezioni inserite ufficialmente nell’offerta educativa – sottolineano – e oggi messe in discussione quando le famiglie hanno già fatto una scelta consapevole».
Accanto all’aspetto organizzativo, il tema economico continua a essere esplosivo. L’opposizione denuncia un aumento delle rette che colpisce soprattutto le fasce più deboli, aggravato dagli incrementi tariffari per i servizi di pre e dopo scuola. «Il rischio concreto – viene ribadito – è che proprio chi ha meno possibilità economiche si trovi penalizzato, senza alternative reali e con percorsi educativi già avviati».
A ribadire la linea politica è la consigliera di minoranza Margherita Silvestrini, che annuncia anche un’iniziativa diretta rivolta alle famiglie. «Abbiamo deciso di aprire le porte della sede del Pd di Gallarate, in via Ugo Foscolo 4, per un incontro a porte chiuse con i genitori», spiega. L’appuntamento è fissato per mercoledì 28 alle 18.30 e nasce con un obiettivo preciso: «Ascoltare le istanze delle famiglie, raccogliere le loro preoccupazioni e portarle formalmente in Commissione».
I punti che l’opposizione indica come non negoziabili sono chiari. Da un lato, il mantenimento delle sezioni Primavera; dall’altro, la tutela di chi ha già iscritto da tempo il proprio figlio alle scuole materne e ha in essere un percorso educativo attivo. «Per queste famiglie – è la richiesta – le tariffe devono rimanere invariate. Cambiare le regole in corsa significa scaricare sulle persone le conseguenze di scelte calate dall’alto».
Nel mirino finisce anche il metodo. Secondo il Pd, l’assenza prolungata della Commissione istruzione rappresenta un vuoto politico e istituzionale difficile da giustificare. «La Commissione è il luogo naturale del confronto – viene ribadito – ed è lì che queste decisioni devono essere spiegate, motivate e discusse. Non dopo, ma prima».
La vicenda della Fondazione Scuole Materne si conferma così uno dei terreni più sensibili del confronto cittadino e mentre la maggioranza è chiamata a chiarire le proprie scelte, l’opposizione promette di non arretrare.














