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Busto Arsizio | 07 gennaio 2026, 08:24

FOTO e VIDEO. Borsano si trasforma in Betlemme e chiude le feste: il successo del presepe vivente 2026 tra fede e tradizione

Grande partecipazione per la sacra rappresentazione del Club Boschessa, che va verso la 50esima edizione. Giorgio Guarniero: «L’impegno di tutti è stato premiato, la nostra forza resta il valore della famiglia». Massimo Baroffio e Chiara Ceolaro nei panni di Giuseppe e Maria

Il quartiere di Borsano ha vissuto un’Epifania d’altri tempi. La parrocchia dei Ss. Apostoli Pietro e Paolo, guidata da don Marco Mauri, è stata la cornice dell’edizione 2026 del presepe vivente itinerante curato dal Club Boschessa che, nonostante il passare dei decenni, continua a emozionare grandi e piccoli e va verso la cinquantesima edizione

Un successo che Giorgio Guarniero, figura storica della manifestazione, commenta con soddisfazione l'edizione 2026 che ha coinvolto una novantina di figuranti e un'altra quindicina di persone dell'associazione oltre alla gente della parrocchia: «L’impegno e la passione che ci abbiamo messo sono stati premiati». La sfilata, durata circa un’ora e mezza, ha messo in scena cinque quadri fondamentali della cristianità: l’Annunciazione, il sogno di Giuseppe, la Nascita, l’Adorazione e la Fuga in Egitto.

I protagonisti e la cura del dettaglio

Quest’anno i volti della Sacra Famiglia sono stati quelli di Massimo Baroffio, nel ruolo di San Giuseppe, e di Chiara Ceolaro, in quello della Madonna. Ad accompagnarli, i tre Re Magi interpretati da Renato Berra (Melchiorre), Mario Bano (Gasparre) e Matteo Castelli (Baldassarre). Una macchina organizzativa complessa, che ha visto i figuranti pronti già dalle nove del mattino per le operazioni di trucco e parrucco.

«Il problema principale è sempre il trucco, specialmente per i personaggi neri, che richiede tra i 15 e i 20 minuti a persona per essere fatto bene» spiega Guarniero. Fondamentale il contributo della parrucchiera Cristina Bandera, storica collaboratrice del club, e soprattutto della regista Franca Mazzucchelli, che ha curato anche i costumi, garantendo un impatto cromatico e scenico di grande qualità.

Erode e la novità della biga

Tra le attrazioni che hanno destato maggior curiosità, spicca la presenza di Re Erode, interpretato da un figurante d’eccezione sulla sua biga. «A Borsano ci sono diverse scuderie e la famiglia Ciapparella ha partecipato alla sfilata portando due cavalli e una bellissima biga» racconta Guarniero. «Abbiamo voluto collegare questo elemento alla storia, con Re Erode sulla biga: un tocco di novità che ha ricordato a molti le atmosfere di alcuni celebri film storici».

Lo spirito della Boschessa

Il cuore del progetto rimane l’aspetto umano e comunitario. «L’obiettivo non è mai stato il numero dei partecipanti, ma la famiglia» sottolinea Guarniero. «Il nostro presepe è nato pensando ai giovani soci di allora, molti dei quali oggi sono adulti e ricordano ancora i dettagli di quando sfilavano da bambini. È questo spirito che vogliamo tramandare, anche grazie all'energia del nostro attuale presidente, il giovane Stefano Girola. Questa manifestazione è il nostro modo per dire che la tradizione è viva e continua a unire le nostre comunità».

Giovanni Ferrario

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