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Cronaca | 05 gennaio 2026, 12:58

Colpo silenzioso alle Poste Centrali di Gallarate: spariscono contanti, caccia a una banda esperta

Forzata l’uscita sul retro degli uffici di via Vespucci. Ammanco iniziale di circa 400 euro, ma l’attenzione degli inquirenti è tutta sulle casseforti temporizzate che fanno pensare ad un’azione studiata nei dettagli

È stato un furto silenzioso ma che è già sulla bocca di tutti quello scoperto nella mattinata di domenica 5 gennaio all’interno delle Poste Centrali di Gallarate. Nessuna devastazione, nessun segno di violenza eclatante, solo cassetti svuotati e ambienti messi sottosopra con metodo. Il primo bilancio parla di circa 400 euro sottratti dagli sportelli aperti al pubblico, una cifra contenuta che, però, potrebbe non raccontare l’intera storia.

Gli uffici di via Vespucci avevano regolarmente chiuso nel primo pomeriggio di venerdì 3 gennaio. Da quel momento si apre una finestra temporale in cui i ladri potrebbero essere entrati in azione, con ogni probabilità durante la notte o nelle ore successive alla chiusura. L’accesso è avvenuto dal retro: una porta secondaria trovata scassinata dai dipendenti al rientro, segno di un ingresso mirato e lontano da occhi indiscreti.

All’interno, il quadro che si è presentato non è quello di un blitz improvvisato. Gli spazi non sono stati vandalizzati, ma rovistati con attenzione, tanto da rendere necessaria la chiusura temporanea al pubblico per alcune ore. All’ingresso campeggiava un cartello essenziale, che parlava di “evento criminoso”, mentre il personale e le forze dell’ordine avviavano le prime verifiche e gli utenti fanno code lunghissime alle altre filiali cittadine.

Il nodo centrale dell’indagine resta però la cassaforte. O meglio, le casseforti. Sistemi temporizzati, privi di segni di effrazione e apparentemente ancora chiusi, che richiedono procedure specifiche per essere aperti. Solo dopo l’ispezione sarà possibile stabilire se il bottino si limita davvero a poche centinaia di euro o se l’operazione ha fruttato molto di più. Nessuna traccia di esplosivi, nessun tentativo maldestro: elementi che rafforzano l’ipotesi di un’azione condotta da mani esperte.

Un dettaglio pesa più di altri: l’allarme sarebbe stato disattivato. Un passaggio tutt’altro che banale, che allontana lo scenario del colpo occasionale e avvicina quello di una banda organizzata, ben consapevole del calendario e dei flussi di denaro. I primi giorni del mese, con il pagamento delle pensioni, sono tradizionalmente tra i più “ricchi” di contante negli uffici postali.

Le indagini sono affidate ai carabinieri della compagnia di Gallarate, che stanno raccogliendo testimonianze tra i residenti della zona per ricostruire eventuali movimenti sospetti. Centrale sarà anche l’analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza interno: fotogrammi che potrebbero fornire dettagli decisivi su orari, modalità e identità dei responsabili.

Per ora restano il silenzio del colpo e l’attesa degli accertamenti finali. 

Alice Mometti

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