Prendono il via da domani, nella gran parte delle regioni italiane, i saldi invernali. A fotografare l’andamento degli sconti è uno studio dell’Unione Nazionale Consumatori, che ha analizzato i ribassi effettivamente praticati negli ultimi anni sulla base delle rilevazioni Istat, stimando il trend per il 2026. Il quadro che emerge indica sconti mediamente più elevati rispetto a quelli dell’estate 2025, ma più contenuti rispetto ai saldi invernali dello scorso anno.
Considerando insieme abbigliamento e calzature, lo sconto medio stimato si attesta al 18,6%, in aumento di 0,5 punti percentuali rispetto a luglio 2025 e in diminuzione di 0,5 punti rispetto a gennaio 2025. Un dato che conferma una moderata convenienza per i consumatori, senza però raggiungere i livelli registrati dodici mesi fa.
Entrando nel dettaglio, il comparto abbigliamento, che comprende indumenti e accessori, registra una riduzione media dei prezzi del 18,9%, in crescita di 0,4 punti percentuali rispetto ai saldi estivi e in calo di 0,3 punti rispetto all’inverno 2025. Il record della convenienza spetta agli indumenti, che segnano un ribasso medio del 20,5%, risultando la categoria più scontata. Più contenuta, come da tradizione, la riduzione sugli accessori, che si ferma all’8,8%, con un calo rispetto sia all’anno precedente sia all’estate scorsa.
Le calzature faranno registrare uno sconto medio del 17%. Si tratta della voce che evidenzia il maggiore incremento rispetto ai saldi estivi del 2025, con un aumento di 1,2 punti percentuali, ma anche il peggior confronto con i saldi invernali dello scorso anno, segnando una flessione di 1,4 punti.
L’Unione Nazionale Consumatori richiama l’attenzione sull’importanza di valutare sempre il prezzo effettivo da pagare, senza lasciarsi attrarre da ribassi troppo elevati. La direttiva Omnibus ha rafforzato le tutele contro gli sconti non reali, introducendo l’obbligo di indicare il prezzo precedente, cioè il più basso applicato nei 30 giorni antecedenti l’avvio dei saldi, su cui calcolare la riduzione. Un’indicazione che deve essere chiara sia nei negozi fisici sia nelle vendite online.
Resta inoltre confermato che anche i prodotti acquistati in saldo sono coperti dalle norme sulla garanzia. In caso di difetti di conformità, il consumatore ha diritto alla riparazione o alla sostituzione del bene e, nei casi previsti dalla legge, alla riduzione del prezzo o alla restituzione dell’importo pagato. L’azione per far valere i propri diritti si prescrive entro 26 mesi dalla consegna del bene.
Il quadro dei saldi invernali 2026 delineato dall’Unione Nazionale Consumatori evidenzia dunque sconti differenziati tra i vari comparti, con opportunità interessanti soprattutto per l’abbigliamento, in un contesto che richiede comunque attenzione e consapevolezza al momento dell’acquisto.














