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Cultura | 06 marzo 2024, 12:36

Inaugurata a Malpensa la mostra "Extinction. Chapter one", la mostra di Papeschi

54 sculture in terracotta e un video rielaborato dall'intelligenza artificiale che raccontano in forma parodistica il tema della guerra e dell'impoverimento culturale alla Porta di Milano

Inaugurata a Malpensa la mostra "Extinction. Chapter one", la mostra di Papeschi

Si è inaugurato ieri pomeriggio alla Porta di Milano del Terminal 1 dell'aeroporto di Milano Malpensa Extinction.Chapter one”, l’ultimo progetto dell'artista Max Papeschi, a cura di Stefania Morici, nato con la collaborazione di Flavia Vago, AIIO Michele Ronchetti e Fabrizio Campanelli.

Presenti Alessandro Fidato, Chief Operating Officer di SEA che ha fatto gli onori di casa, l’artista Max Papeschi e la sua curatrice Stefania Morici.

Il progetto è scandito in tre capitoli: il primo di questi – “ExtinctionChapter one” – presenta 54 sculture in terracotta e 1 video rielaborato dall’intelligenza artificiale, che raccontano in forma parodistica il tema della guerra e dell’impoverimento culturale. Significativo che questa grande installazione - concepita come reperto archeologico portato alla luce da una razza aliena - sia arrivata proprio in un aeroporto, luogo non luogo per eccellenza, uno spazio privo di identità, ma che è intriso di relazioni e storie, incrocio tra passato, presente e futuro dove migliaia di persone si incontrano in modo estemporaneo. E proprio in un momento di grandi conflitti, il messaggio e il monito di Max Papeschi sull’estinzione della razza umana è ancora più potente e invita a riflettere.

Come commenta la curatrice Stefania Morici “Lanciare questo invito proprio dall’aeroporto di Milano Malpensa - una frontiera moderna che elimina la linea di confine tra luoghi, identità, storie e relazioni- renderà questo messaggio decisamente più forte e universale. Desideriamo far attraversare “La Soglia Magica” non in maniera meccanica e passiva, ma facendola vivere in maniera autonoma, con occhio personale, per riappropriarci di concetti e valori più alti che ci aiutino a superare qualsiasi barriera e ostacolo, stimolandoci a riflettere su tutti gli errori e ipocrisie della nostra società”. 

“La Porta di Milano di Malpensa è stata pacificamente invasa dall’esercito di Extiction – ha dichiarato Alessandro Fidato, Chief Operating Officer di SEA. L’installazione creata dall’artista milanese che ha fatto della pace l’energia ispiratrice della sua produzione artistica, si rivolge al pubblico con un messaggio ironico e provocatorio. L’opera di Papeschi trova in aeroporto una collocazione perfetta perché dialoga col passeggero che si ferma incuriosito e si interroga. Sono proprio le grandi installazioni che valorizzano lo spazio espositivo del Terminal 1, nato per offrire ai passeggeri provenienti da tutto il mondo un’esperienza artistica che siamo certi possa regalare loro un ricordo culturale di Milano, una suggestiva esperienza di viaggio sin dalla sua porta d’accesso al capoluogo lombardo, Malpensa”.

“La mostra istallazione Extinction rende più suggestivi gli ambienti del Terminal 1 di Malpensa – ha affermato Anna Scavuzzo, Vicesindaco di Milano - che tornano a ospitare esperienze artistiche di grande potere evocativo. L'aeroporto si trasforma in un luogo che permette una riflessione più ampia sui temi della contemporaneità, in cui non mancano conflitti e tensioni, e che allo stesso tempo ci restituiscono il bisogno di fermarsi a pensare, a meditare, a lasciarsi provocare da una lettura della realtà che tenga insieme elementi fra loro contraddittori”.

Questo progetto, presentato lo scorso anno alla Fondazione Stelline, stimola il dibattito sulle cause reali della possibile estinzione della razza umana con l’ironia tipica di Papeschi. L’installazione “Zwergen Dämmerung “, letteralmente “il crepuscolo dei nani”, è un fermo-immagine in cui si cristallizza questo momento storico, basato su due temi principali: la minaccia della guerra e l’impoverimento della cultura.

L’artista lo ha visualizzato attraverso un esercito di 54 statue alte 1,80, i cui corpi sono quelli dei fieri guerrieri di terracotta di Xi’an, mentre le teste sono di banali nani da giardino. Il fatto che il primo ritrovamento della civiltà aliena sia un esercito, è emblematico e ci racconta di una civiltà in perenne conflitto. Gli eventi attuali, oltre a confutare Fukuyama e la sua idea di fine della Storia, proiettano l’ombra lunga del fantasma della terza guerra mondiale sul nostro pianeta.

Queste antitetiche cariatidi, in cui si mescolano irrimediabilmente “alto” e “basso”, ci ricordano anche un altro tipo di distruzione, quella legata all’impoverimento culturale. “Quando il sole della cultura è basso all’orizzonte, i nani hanno l’aspetto di giganti” Karl Kraus.

“Il nostro intento - commenta Stefania Morici - è quello di diffondere il più possibile, attraverso l’arte, la cultura della pace e il rispetto dei diritti umani. E la guerra è senza dubbio la più assurda, aberrante, intollerabile violazione dei diritti umani. “Extinction, chapter one” affronta il tema dell’estinzione della razza umana. Dei rischi reali che stiamo correndo, evidenziando i paradossi e la complessità del nostro vivere; i punti deboli delle società moderne.

Un incubo collettivo dal quale Papeschi ci esorta a uscire e ribellarci, mettendoci davanti a scenari futuri – conseguenza di quelli attuali - e lanciando un monito sul nostro avvenire. Un invito alla consapevolezza e a un cambio reale di direzione”.

Conclude Massimo Pozzi Chiesa, General Manager di MI HUB AGENCY: “L’arte, la sperimentazione di nuovi linguaggi e i new media sono tutti elementi caratterizzanti questo progetto e per questo abbiamo deciso di supportarlo e promuoverlo con MI HUB, nuova Officina Creativa che sviluppa percorsi strategici di comunicazione attraverso l’innovazione tecnologica e la contaminazione con forme di creatività differenti. Per noi è una grande sfida lavorare insieme a Max Papeschi e Stefania Morici a un progetto tanto ambizioso, quanto potente per il messaggio che vuole veicolare. Un banco di prova anche per MI HUB che ha nel suo DNA tutti questi valori”.

Max Papeschi (Milano, 1970) approda nel mondo dell’arte contemporanea alla fine del 2008, dopo un’esperienza da autore e regista in ambito teatrale, televisivo e cinematografico. Ha realizzato oltre sessanta mostre personali e partecipato a un centinaio di mostre collettive in giro per tutto il mondo. Nel 2014 è uscita in Italia la sua autobiografia “Vendere Svastiche e Vivere Felici”, edita da Sperling & Kupfer (Gruppo Mondadori).

Ad aprile 2016 ha inaugurato a Milano il progetto culturale-umanitario “Welcome to North Korea”, il cui tour mondiale è tuttora attivo. È questo un vero e proprio precedente artistico realizzato in collaborazione con Amnesty International, che unisce arte digitale, performance e installazioni in un’operazione multimediale che, attraverso una fittizia e parodistica propaganda di regime, svela gli orrori perpetuati dal dittatore Kim Jong Un. Numerosi i suoi progetti performativi e installativi realizzati in Italia e nel mondo per diverse istituzioni pubbliche e private. 

Redazione

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