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Busto Arsizio | 09 febbraio 2024, 15:00

«Voglio abortire: con tre figli piccoli, non mi posso permettere il quarto». Ma un incontro salva lei e il piccino

Valentina con l’aiuto del Centro aiuto alla vita di Busto Arsizio ha dato alla luce il suo quarto figlio. «Se non ti avessi incontrata quel giorno sarei morta anch’io». La mamma ha ricevuto il premio dal Cav

«Voglio abortire: con tre figli piccoli, non mi posso permettere il quarto». Ma un incontro salva lei e il piccino

Tre figli con meno di tre anni, due gemelli e un quarto nella pancia. Valentina (nome di fantasia) non ce l’avrebbe fatta a dare alla luce il suo quarto figlio: era già in ospedale, nella sala d’attesa dell’ambulatorio di ostetricia, ormai convinta a porre fine alla vita del piccolo, quando un incontro inaspettato, un miracolo, le fa cambiare idea. Valentina vorrebbe che quel cuoricino che batte già dentro di sè continui a farsi sentire, all’unisono con lei, vorrebbe vedere crescere la sua bella famiglia, ma non può: lei non lavora e il marito non riesce a sfamare tutta la famiglia. Pensa che non le resta altro da fare che porre fine alla vita di quella piccola creatura. È nella sala d’attesa, con il cuore a pezzi, sta immaginando che cosa potrebbe accadere a quel piccolo, quando arriva una volontaria del Cav di Busto Arsizio.

Una mattina di primavera

«Era una mattina di primavera, il 23 aprile 2023 – racconta la volontaria che ha presentato la storia durante la Veglia nella settimana della vita - Ero passata nella cappella dell’ospedale prima del turno in ambulatorio: avevo bisogno di quel momento di silenzio». Come volontaria del Cav aveva dato la disponibilità per incontrare le mamme in un momento delicato della loro vita: ogni giovedì mattina “gli angeli delle mamme” sono in ospedale per stare vicino alle donne in procinto d’interrompere la gravidanza. Dal 2006 infatti è stata stipulata una convenzione con l’Ospedale di Busto che si avvale della collaborazione dei volontari, come recita la legge 194/78, “per superare le cause che potrebbero indurre la donna all’interruzione della gravidanza”.

C’era qualcosa di magico nell’aria

Ma quella mattina c’è qualcosa nell’aria che fa capire alla volontaria che sta per succedere qualcosa di straordinario. Vede Valentina in disparte, tutta sola, ma con un grande desiderio di gridare a qualcuno il suo dolore, di dire “Sto commettendo un errore, per favore aiutatemi”. Capendo il bisogno di confidare a qualcuno il macigno che aveva dentro di sé, la volontaria con la discrezione che contraddistingue tutti gli angeli delle mamme, le si avvicina. Comprende che Valentina ha tanta voglia di vivere, che il figlio che ha in grembo ha tanta voglia di vivere esattamente come la mamma e così Vale si confida: le fa capire che l’aborto è imposto da circostanze difficili.

Un rapporto di fiducia e rispetto

Immediatamente scatta l’empatia, un rapporto fatto di fiducia e di rispetto reciproco: Vale si affida al Cav e prende la decisione che ogni componente del Centro aiuto alla vita vorrebbe sentirsi dire: “Voglio tenere il mio piccolo: aiutatemi. Regalerò a me, alla mia famiglia, a voi, ma soprattutto alla mia coscienza, un meraviglioso bambino”.

«Ascolto lei che si racconta – prosegue la volontaria - mi mostra felice la foto dei suoi tre bimbi, due sono gemelli, ancora molto piccoli. Piange: è commossa, sento la sua angoscia, non vorrebbe interrompere questa nuova gravidanza, il suo compagno non è in accordo, lei ha paura di non farcela a seguire un altro bimbo, si sono appena trasferiti da Milano».

“Ma voi potete aiutarmi?”

Eppure quel “Ma Voi potete aiutarmi?” la dice lunga: dice quanto Vale ami già il bimbo, ha solo il desiderio di sentirsi accompagnata, prende tempo e promette che manterrà i contatti. «Ci risentiamo più volte – racconta - lei in città è sola, i suoi giorni tra la casa e le corse per portare i bimbi al nido e alla materna. Valentina piano piano sente di essere sostenuta, si fida e si affida. Con vari colloqui al Cav le vengono proposti gli aiuti pensati per lei nel suo percorso: un sostegno economico mensile che protratto nei mesi le dà fiducia di poter affrontare le notevoli spese di alloggio e per la numerosa famiglia. Ogni due settimane riceve anche pacchi di generi alimentari». Vale ha tanto coraggio e si convince che ce la farà. Si organizza con visite al consultorio e ospedaliere.

L’odissea non è finita

La gravidanza procede bene. Non si abbatte, anche quando, nonostante l’estate caldissima, è spesso costretta ad accompagnare a Milano uno dei suoi gemelli per terapie mediche. «Ci sentiamo ogni giorno e lei per i suoi bimbi fa tutto il possibile».

Le cose non vanno poi così lisce: Vale subisce una brutta caduta, la gravidanza è a rischio. Ma lei si rialza: ce la fa anche questa volta. In autunno si presenta il problema di un trasloco: la loro abitazione è troppo costosa e per di più piccola. A novembre Vale è molto stanca e provata, viene ricoverata per esami di controllo e viene messa un po' a riposo, per il parto si decide per i primi di dicembre. Le viene consigliato un parto cesareo, ma lei chiede un parto naturale. E finalmente a dicembre nasce il bambino: pesa 3 chili e mezzo, il parto è stato naturale ma, ancora problemi per la mamma: problemi alla placenta, quindi di nuovo in sala operatoria.

Il Babbo Natale

L’odissea finalmente finisce: i giorni che si succedono vanno meglio, Vale allatta al seno e viene dimessa. «Sente vicina la nostra presenza – sottolinea - si sente accompagnata, nonostante le giornate intense con i 4 bimbi. Un volontario arriva da loro vestito da Babbo Natale e lei con il piccolo nel marsupio e i piccoli che fanno festa mette tanta tenerezza. In questi giorni sono stata da lei che guardando il suo piccolino mi ha detto: ”Se non ti avessi incontrato quel giorno e non avessi fatto una scelta diversa sarei morta anch’io”».

Il premio

La storia non è passata sotto silenzio: il Cav di Lonigo ha deciso di premiare la mamma nell'ambito del premio "Gigliola Giacomello" che ogni anno chiede segnalazioni di mamme che si sono distinte per coraggio e forza di volontà nella scelta di accettare una nuova vita nascente, superando le difficoltà della gestazione.

«Vorrei aggiungere un ultimo pensiero – conclude la vicepresidente del Cav Giovanna Bizzarri - Valentina ha avuto e sta continuando ad avere il sostegno e la vicinanza di Anna e Tiziana, le volontarie che la seguono e la sentono o la vedono spessissimo: settimana scorsa l'hanno aiutata a preparare la festa di compleanno del primogenito, ma posso testimoniare la ricchezza di affetto che da parte di tutta la famiglia di Valentina ricevono».

Laura Vignati

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