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Busto Arsizio | 09 febbraio 2024, 15:18

«Dipendente malata oncologica attende da ottobre una risposta dal Comune per andare in pensione»

La protesta di Sartorato (sindacato Adl): «Mi aspetterei che questa persona possa beneficiare di un minimo di priorità, considerando la delicatezza della situazione». L’assessore al Personale fa sapere che la documentazione richiesta dovrebbe arrivare nei prossimi giorni

«Dipendente malata oncologica attende da ottobre una risposta dal Comune per andare in pensione»

Una dipendente comunale malata oncologica, la possibilità di andare in pensione e la risposta attesa dal Comune – necessaria per procedere con le pratiche – che non arriva.
A sollevare il caso di una lavoratrice di Palazzo Gilardoni è il delegato sindacale della sigla Adl Fausto Sartorato.

Quest’ultimo si fa portavoce del disagio vissuto dalla donna che, comprensibilmente, si ritrova ad affrontare un periodo particolarmente delicato durante il quale sarebbe auspicabile eliminare quantomeno il peso delle incombenze burocratiche.
«La dipendente, invalida al 100 per cento, si è rivolta lo scorso ottobre all’ufficio Personale chiedendo di farle avere la propria posizione contributiva così da poter andare in pensione – racconta Sartorato –. Non avendo ricevuto risposta, ho inviato a mia volta una pec oltre un mese fa. Ancora niente. A questo punto dovrà farlo anche un legale».

Il sindacalista protesta: «Ma è possibile che non si trovi il tempo da dedicare a una povera dipendente, invalida al 100 per cento, con gravi problemi di salute e che potrebbe percepire la pensione? Mi rivolgo al sindaco. Mi aspetterei che questa persona possa beneficiare di un minimo di priorità, considerando la delicatezza della situazione».

Sartorato fa notare che «la prima richiesta risale allo scorso ottobre, non a qualche giorno fa. È possibile, ribadisco, che in questo lasso di tempo non sia stata data una risposta?».
Per sbloccare la situazione, la dipendente si è rivolta a un avvocato che inoltrerà una nuova richiesta utile a regolare la posizione contributiva. «Ovviamente a sue spese. Non mi sembra per niente giusto», chiosa il sindacalista, che ha voluto raccontare pubblicamente il caso nella speranza di sbloccare la situazione. Non per “scavalcare” altri colleghi, ma per andare incontro alle esigenze di chi purtroppo deve fare i conti con un’esperienza così delicata.

L’attesa dovrebbe essere quasi giunta al termine. Abbiamo infatti contattato l’assessore al Personale Mario Cislaghi, che ha approfondito la questione. Le tempistiche, ha spiegato, sono dovute alle numerose pratiche che l’ufficio gestisce, ordinandole cronologicamente. In ogni caso, «a breve, probabilmente la prossima settimana, la dipendente riceverà la risposta che ha richiesto».

R.C.

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