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Busto Arsizio | 18 gennaio 2026, 19:05

“Olocausti”, iniziativa del Comitato Antifascista tra Shoah e Gaza: «Parallelismo doloroso ma necessario»

Domenica 25 gennaio, in vista della Giornata della Memoria, l'associazione di Busto organizza una “azione teatrale” davanti al Tempio Civico. Mettendo in parallelo il genocidio degli ebrei compiuto dai nazisti e «la tragedia che oggi colpisce il popolo palestinese»

“Olocausti”, iniziativa del Comitato Antifascista tra Shoah e Gaza: «Parallelismo doloroso ma necessario»

Domenica 25 gennaio, in vista della Giornata della Memoria, il Comitato Antifascista di Busto Arsizio organizza una “azione teatrale”, con uno spazio di microfono aperto per interventi liberi, davanti al Tempio Civico. Con un «un parallelismo doloroso ma necessario» tra il genocidio degli ebrei compiuto dai nazisti e «la tragedia che oggi colpisce il popolo palestinese».
“Olocausti. Ricordare il passato per prendere parte al presente” è il titolo dell’iniziativa, presentata nel seguente comunicato stampa.

ll 27 gennaio del 1945 ai soldati dell'Armata Rossa che entrarono nel campo di concentramento si Auschwitz si presentò quanto di più di terrificante si sarebbe mai potuto immaginare.7000 uomini ridotti a larve, molti dei quali tanto debilitati da morire nei giorni seguenti erano sopravvissuti al terribile destino che l'ideologia nazista aveva loro assegnato: l'annientamento!

Il campo di Auschwitz non era però che uno dei tanti campi realizzati dai Nazisti per portare a termine il folle progetto di sterminio di molte categorie di uomini, di annientamento della loro cultura, lingua, volontà. Altri campi furono "scoperti" nei mesi seguenti. Emerse con chiarezza il progetto pensato dai nazisti, la sua finalità, le modalità di realizzazione: un sistema burocratizzato, tecnologizzato caratterizzato dalla massima funzionalità ed efficienza all'interno di una logica ed una razionalità che apparvero folli ed incomprensibili. Tali furono lo sconcerto e l'angoscia, che ci si disse che “MAI PIU' “qualcosa del genere sarebbe dovuto accadere.

Ci ritroviamo a celebrare la Giornata della Memoria ogni 27 gennaio proprio per ribadire con forza questo MAI PIU'. Eppure nel mondo i genocidi continuano, basti pensare a quello del popolo palestinese, lo abbiamo sotto gli occhi quotidianamente e nemmeno più possiamo dire, come fu detto per i tempi dello sterminio perpetrato dai nazisti, non potevamo sapere! Milly una compagna del Comitato Antifascista a fronte di tale “paradosso” ha proposto un'urgente riflessione: come possiamo ricordare l'orrore dei campi di sterminio ed assistere alla ferocia perpetrata da governi, quale quello israeliano in testa,, che rinchiudono, segregano affamano e massacrano la popolazione palestinese?

 Occorre quindi “RICORDARE IL PASSATO E PRENDERE PARTE AL PRESENTE” Non dimenticare i milioni di Ebrei, Rom, Sinti, malati psichici, oppositori politici, omosessuali ed altre categorie massacrati dai nazifascisti, quindi, ma condannare con decisione ogni violenza commessa da uno stato contro un popolo, con il preciso intento di privarlo della terra, delle risorse necessarie al sui sostentamento, ridurlo alla fame ed alla miseria con il chiaro intento di annientarlo. Per ribadire con forza questo innegabile legame tra passato e presente, tra memoria storica ed azione civile, noi del Comitato Antifascista abbiamo pensato ad una iniziativa per il prossimo 25 gennaio, dalle ore 18.00 davanti al Tempio Civico in via Fratelli D'Italia a Busto A. OLOCAUSTI:" RICORDARE IL PASSATO E PRENDERE PARTE AL PRESENTE" dove invitiamo i partecipanti a non essere semplici spettatori, ma ad agire con noi nel testimoniare la memoria dei fatti di ieri e gli accadimenti di oggi che ci faccia superare il tradizionale rito della celebrazione in cui un pubblico silenzioso assiste al racconto di testimonianze da altri narrate.

OLOCAUSTI: RICORDARE IL PASSATO, PRENDERE PARTE AL PRESENTE è "azione teatrale" che nasce dal bisogno di interrogare la storia e il presente attraverso un parallelismo doloroso ma necessario: il genocidio del popolo ebraico e di tutte le vittime dello sterminio nazista nel passato e la tragedia che oggi colpisce il popolo palestinese.

Siamo consapevoli che nel mondo esistono molte altre realtà segnate da violenza, oppressione e dolore. Il fatto di non parlarne oggi non significa indifferenza o mancanza di attenzione. È una scelta narrativa e simbolica, che non esclude la nostra solidarietà verso tutti i popoli che soffrono.

Anche perché ci riconosciamo vigili, solidali e responsabili, convinti che il teatro possa essere uno spazio di memoria, di coscienza e di umanità condivisa.

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