«Leggo su alcuni organi di stampa e sui social che la conferenza dei capigruppo riunitasi il 9 marzo per la programmazione del prossimo consiglio comunale avrebbe detto no all’audizione delle associazioni sportive ghiaccio relativamente alla vicenda Palaghiaccio. Spiace non avere avuto la possibilità di fornire informazioni meno parziali e faziose, in qualità di presidente del consiglio. E’ assolutamente falso che là capigruppo abbia detto no all’audizione! Ma forse io e il consigliere Binelli abbiamo partecipato a due riunioni separate», così Stefano Malerba in una nota.
Nellle scorse settimane le associazione sportive della parte ghiaccio dell'impianto di via Albani avevano scritto ai capigruppo del Comune di Varese una lunga lettera (leggi QUI) con cui chiedevano di essere ascolatate dal consiglio comunale. Ieri la decisione (leggi QUI) di dare loro la possibilità di essere sentite dalla commissione congiunta Lavori pubblici e Sport.
La capigruppo ha deciso all'unanimità per un passaggio in commissione «per poter affrontare nella maniera più esaustiva possibile l’argomento, dopo di che nel caso le risposte non fossero esaustive di affrontare il tema in Consiglio con un'audizione - precisa Malerba - Su questo sì sono irremovibile, con regole chiare al raggiungimento del fine. Ed il fine non è la vetrina politica, ma trovare una soluzione per permettere a centinaia e centinaia di atleti di svolgere il loro sport».
«Questo, da uomo di sport è l’unico mio interesse. La politica deve risolvere i problemi non usarli per aumentare consensi. Ma questo per la Lega sembra essere ormai l’unica cosa importante. Quindi ribadisco come nell’interesse degli atleti e non dei politici, me ne scuso ma rimango convinto che la politica sia al servizio dei cittadini e non i cittadini al servizio della politica. La capigruppo ha deciso, senza eccezioni, compresi i consiglieri di minoranza, per un passaggio in commissione e nel caso l’audizione in consiglio con regole da definire, ma che garantiscano, e questa è una mia ferma richiesta, la risoluzione del problema e non una vetrina per consiglieri in cerca di consensi. Credo non sarebbe rispettoso nei riguardi di centinaia di atleti in difficoltà».













