Mi affascina molto, entrare nel "gioiellino Bustocco" qual è la Biblioteca Capitolare in Basilica San Giovanni con ingresso in via Don Minzoni 2 a Busto Arsizio. L'onore che mi fa, Monsignor Pagani è immenso e, ancora una volta, lo ringrazio col cuore.
L'Ospite d'Onore alla Presentazione del mio libro dedicato al Dialetto Bustocco da strada, con titolo "ul Giusepèn" edito dalla LIBRANDO è la Prof.ssa Chiara Colombo, Assessore alle Politiche Educative presso il Comune di Busto Arsizio che ha sottolineato l'importanza del nostro Dialetto. Era presente pure l'incaricata della Famiglia Bustocca (di cui mi sfugge il nome e mi scuso con la gentile signora) che mi ha onorato dei saluti di Chiara Massazza, Responsabile del prestigioso sodalizio culturale cittadino.
"Era come essere a casa" mi sono sentito dire alla fine della cerimonia, dai numerosi presenti che hanno plaudito agli "esempi" che ho illustrato durante la mia prolusione, invitando pure gli "amanti del Bustocco" di sottopormi qualche loro ricordo. Già, i molti ricordi.
Bello "ripassare la nostra vita", citando la Storia di Busto Arsizio e la "maniera" con cui i Bustocchi hanno fatto diventare la città di Busto Arsizio, la quinta città più importante della Lombardia. Aeroporto Malpensa, già Aeroporto città di Busto Arsizio. Protagonista del mio discorso, "la Pierina" (mia madre), con cui in gioventù ho avuto un rapporto conflittuale, ma sempre rispettoso, per i nostri rispettivi ruoli. Lei per me (e lo manifestava, era l'avvocato difensore, Pubblico Ministero, Giudice e tutto il resto.
Gli applausi del pubblico, sono stati per me, un'autentica soddisfazione che non avevo ipotizzato in eguale quantità. Evocare con piacere, la vita nelle "case di ringhiera", nei "cortili affollati" quasi fossero "agorà" dove tutti sapevano di tutto e dove tutti intervenivano per i "bisogni" dei singoli è stato qualcosa di sublime.
Nel mio "ul Giusepèn" si sviluppa un "dizionario narrativo" che dimostra come, il Dialetto veniva imparato verbalmente, dove la fonetica e la sintassi diventavano "pretesti" per istruire i valori di quei familiari che costituivano le "memorie" di cui tener conto.
L'avv. Walter Picco Bellazzi" ha ricordato il motto "chi non ha memoria, non ha Storia" e quel monito, l'ho fatto mio per "difendere" il nostro Dialetto Bustocco da strada che... sta morendo, per colpa dell'abulia nei suoi confronti, da parte invece di chi dovrebbe difenderlo. Mi auguro solo che la Dr.ssa Colombo, contempli nelle sue "Politiche Educative", anche la nostra Parlata, di derivazione Ligure, come lo stesso nome "Busto" deriva dal "combustum - romanico" che ha quale significato "arso e bruciato", mentre Arsizio deriva da "ardia" che è un filo di ferro duttile, portato qui dai Liguri, dentro una Lombardia di origine Celta-Barbara.
In "ul Giusepèn" si cita Gilberto Govi (il "Dante Alighieri" genovese che nelle sue numerose Commedie ha inserito molte parole che sono entrate nel lessico Bustocco). Un solo esempio: quando nella parlata si diceva "sal custa" (quanto costa) un oggetto, un bene qualsiasi, si rispondeva "des franchi, centu franchi, mila franchi" e non le LIRE che erano la nostra unità monetaria, ma FRANCHI che era l'unità monetaria francese.
Chi ama il Dialetto Bustocco" da strada" e che vuole acquistare "ul Giusepèn" deve rivolgersi ad AMAZON (basta comporre il titolo del Libro) e riceverà a casa, nel giro di due giorni, questo importante documento che testimonia e difende la nostra Parlata. Presto, sarà Natale, quale preziosa occasione per creare proseliti delle nostre "memorie"... ringrazio anticipatamente.
Nonostante nessuna notizia in merito è trapelata sulla Stampa, sono lieto che 40 anni alla Direzione della Rivista Settimanale "l'Informazione", hanno prodotto un'eco piacevolissima. Sino a quando avrò voce per difendere il Bustocco-parlato, sarò in pista (nuovi Libri in merito, li scrivo solo io), affinché la "memoria" produca la Storia e il Dialetto Bustocco "da strada" sia vivo e vivido!

















