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Scuola | 29 luglio 2026, 10:40

L’enogastronomia come mestiere: all'Enaip di Busto il successo del corso IFTS si rinnova

Una solida conferma per il percorso che unisce formazione in aula e apprendistato in locali e ristoranti. Dieci gli studenti diplomati in questa estate 2026, con lo sguardo già rivolto al mercato del lavoro e agli ITS

Il profumo che proviene dalle cucine dell'Enaip di Busto Arsizio non è solo quello di un menu ben progettato, ma è l'odore del futuro di dieci giovani che stanno per concludere il loro percorso di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS). Nel 2026, l’iniziativa dedicata alla «Valorizzazione della produzione enogastronomica del territorio» non rappresenta più una scommessa o una novità dell'ultima ora, bensì una conferma di quanto il connubio tra scuola e mondo del lavoro sia la chiave per lo sviluppo del settore.

Il corso, un post-diploma della durata di un anno scolastico che si snoda da ottobre a luglio, è strutturato per offrire una preparazione tecnica di alto profilo. Come spiega Alessandra Zambelli, tutor didattico del percorso, l'accesso è consentito a chi possiede un diploma di maturità o ha concluso il quarto anno in un istituto professionale, indipendentemente dall'indirizzo di provenienza. La prerogativa principale di questo IFTS è l’accesso ai successivi corsi ITS, creando una filiera formativa completa nell'ambito dell'agroalimentare.

Il cuore pulsante della formazione è l'apprendistato. Gli studenti hanno affrontato un percorso di 800 ore totali, di cui 500 svolte direttamente in azienda con un vero e proprio contratto lavorativo e 300 tra i banchi di scuola. Le lezioni in aula si tengono generalmente per otto ore settimanali, spalmate su uno o due giorni, lasciando il resto della settimana all'esperienza pratica sul campo. Le realtà coinvolte spaziano dalla ristorazione classica alle panetterie, fino a pasticcerie e bar della zona.

Proprio in questi giorni si sta svolgendo la prova pratica, un momento cruciale in cui gli allievi sono chiamati a progettare un menu partendo da ingredienti caratterizzanti del territorio. La sfida non è solo culinaria: i ragazzi devono saper raccontare il prodotto, evidenziando l’attenzione alla sostenibilità e la capacità di ridurre gli sprechi, ad esempio riutilizzando le interiora o parti meno nobili delle materie prime. Fondamentale, in questo senso, è la partnership con Slow Food per il progetto dell’orto di comunità, che ha permesso di utilizzare ingredienti a chilometro zero coltivati direttamente nella struttura.

L’offerta didattica si avvale di docenti professionisti del settore, garantendo un approccio estremamente pratico e aggiornato sulle dinamiche del marketing e della promozione del prodotto. Durante l'anno sono stati affrontati moduli specifici su eccellenze italiane come il caffè, il vino, il formaggio e l'olio, con serate di degustazione dedicate.

Il futuro dei dieci ragazzi che termineranno gli esami tra oggi e domani appare solido. Molti di loro verranno confermati dalle stesse aziende dove hanno svolto l'apprendistato, un incontro tra domanda e offerta che Enaip facilita attivamente. Le prospettive per il prossimo anno sono altrettanto rosee, con un numero di potenziali iscritti che potrebbe toccare quota dodici, accogliendo non solo ex allievi della sede bustocca ma anche giovani provenienti da altri istituti alberghieri del territorio.

Giovanni Ferrario

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