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Ieri... oggi, è già domani | 13 marzo 2026, 06:40

“Ul tondu cunt'ul cù dul buceu” - “Il rotondo disegnato col fondo del bicchiere”

Quanto è bello lo dice Giusepèn, dopo un giro in vettura per le poche osterie viventi...

“Ul tondu cunt'ul cù dul buceu” - “Il rotondo disegnato col fondo del bicchiere”

"che bèl" (quanto è bello) - lo dice Giusepèn, dopo un giro in vettura per le poche "ustaìe" (osterie) viventi. Mi parla "dul Taèla" in Corso Sempione a Busto, nei pressi della Bandera Spa - "a ustaia dul bus dul cù" (l'osteria del buco del sedere - chiamata così, quando si giocava alla "morra" e i giocatori erano in piedi intorno al tavolo e, con le mani, puntavano) che ha cambiato nome ed era sul confine tra Sacconago e Busto Arsizio - Giusepèn "usa" (utilizza) il vecchio detto d'un tempo: Sacconago, quale Comune autonomo (ora Rione di Busto Arsizio) e la città.

Ci sono pochi amici ad accoglierlo e Giusepèn, rivolto a me "tè edi? in tuci 'ndei avanti" (vedi? sono tutti morti) e un velo di dolore, gli cade sul cuore. Tuttavia, con quei pochi, Giusepèn, evoca vecchi detti e, uno dei tanti (anzi due) mi fanno ricordare cose che avevo dimenticato.

Ecco il primo: "te se bon non da fò'n tondu, nanca cunt'ul cù dun biceu" per dirlo nella traduzione letteraria "non sei in grado, nemmeno di disegnare un rotondo, nemmeno con il fondo di un bicchiere" ben sapendo che le fogge dei bicchieri, all'epoca, erano poche. Sottofondo, il cerchio del calice - bicchiere medio dove versare il vino, tazza simile a un bicchiere oggi usato per il Prosecco, cilindrico, sempre con una base rotonda. Quindi, dire a qualcuno (specie ai geometri, agli architetti) che "non sai disegnare un cerchio, nemmeno utilizzando il fondo di un bicchiere è come appioppare loro, l'incapacità assoluta, non solo di "disegnare un cerchio", ma pure di parlare,di costruire un pensiero logico, di commentare un evento …. insomma, gente saccente che vive di spocchia; uno che "si fa come dico io", oppure, "io parlo, voi eseguite", trovando l'accondiscendenza di emeriti ignoranti, peggiori …. di gente che ignora il bon ton, l'educazione, la cognizione di causa. 

Del resto, Geometri e Architetti, col Disegno (e le proporzioni) ci sanno fare; dire loro che non sanno disegnare "un tondo, un cerchio, nemmeno col fondo del bicchiere" è come dire a una sarta che... non sa cucire. "Sumèa balurdu, ma men a cugnussu vogn inscì" (sembra strano, ma conosco uno proprio così)... e la discussione va avanti, sino a raggiungere il secondo degli esempi che metto in luce, la pochezza di certa gente, inconsapevole della loro fetida ignoranza. Ecco cosa dice: "te ghe tacò'l co dumò pa'ndò in dul barbe" letteralmente fa "hai attaccato la testa, solo per andare dal parrucchiere" - col "barbe" (barbiere) si indica colui che rade la barba, accuratamente, col rasoio, la cui lama, era sempre affilata su una striscia di cuoio puro, duttile e resistente. Costui, "ul barbe" svolgeva pure la funzione di parrucchiere, anche se …. di parrucche, dopo la …. presa della Bastiglia (14 luglio 1789 a Parigi), non ne esistevano più.

Immaginiamo il "figurativo" - una persona è così ignorante e dispotica, sino a non "consultare" il cervello, prima di parlare, ma dire stupidaggini (minchiate, tanto per usare una parola dialettale sicula) a tutto spiano, "senza testa", senza un condizionamento grammaticale, senza un palliativo di ragione che, almeno, faccia dire... beh, ha sbagliato, ma voleva dire altro. 

I due esempi citati, testimoniano sia il "valore culturale" di chi vorrebbe apparire intelligente, sia la "tremenda inconsistenza" di talune idee. Dunque: il "cerchio" che si potrebbe disegnare, utilizzando il "fondo del bicchiere" sia il cervello "lasciato sul comodino" di gente che parla, sbraita, urla, diventa scurrile, è saccente, obbrobrioso e quant'altro... che dimostra sempre la cronica imbecillità.

Accompagno a casa, Giusepèn..."te me purtò foa in dì tenòi dàa me Maria" - espressione un tantino ingenerosa (mi hai portato via dalle tenaglie di mia figlia Maria), ma serve a dire che Giusepèn aveva bisogno di un po' di libertà. "...nu beù'n biceu da ghel bon" (ho bevuto un bicchiere di vino buono) - Barbera doc - ma è giusto dire che, a testa, Giusepèn "ti e i tò amisi" (tu e i tuoi amici) siete sulla media di tre-quattro bicchieri... a cranio, ma per la Maria, "al vò ben'n biceu" (va bene il bicchiere... singolo). - Oggi, niente Nocino, Giusepèn e... nemmeno glielo ricordo!

Gianluigi Marcora

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