(Adnkronos) -
"Se c'è Israele meglio, canterei con più convinzione la mia canzone". Ermal Meta ribadisce di essere pronto a portare il suo brano 'Stella Stellina', in gara a Sanremo 2026, anche sul palco dell'Eurovision Song Contest, senza timori. A dare forza al suo brano durante le sue esibizioni durante il Festival anche un gesto simbolico: i nomi dei bambini vittime del conflitto a Gaza che ogni sera ricama sul bavero della sua camicia.
"È un simbolo. Ho letto una volta che ogni nome su una persona rappresenta un incantesimo. Tanti incantesimi sono stati spezzati, quindi mi sembrava doveroso almeno dare un nome ad un volto che una persona può immaginare, magari ascoltando la mia canzone", dice descrivendo un gesto che ha anche una valenza personale.
"E poi forse era un modo anche per non sentirmi da solo sul palco, perché in fin dei conti non sto parlando di me. Ma forse sto parlando anche di me, della mia incapacità di fare qualcosa", aggiunge.
Meta, tuttavia, rifiuta categoricamente l'etichetta di artista impegnato a tutti i costi. "E non voglio che si dica che lui è quello dei temi sociali, non è così. La mia discografia è pienissima di tante canzoni di diversa natura. Se c'è una cosa che non mi rappresenta veramente è questa definizione. Un cantautore ha il compito di raccontarsi e di raccontare attraverso quello che vive intorno".













