C’è chi trova se stesso tra le pagine di un libro e chi, invece, tra un pugno e un calcio ben assestati. Sofia Macchi appartiene a questa seconda categoria: una ragazza determinata, solare e profondamente consapevole, che ha saputo trasformare un’infanzia difficile in una carriera sportiva di altissimo livello.
Radici solide tra Busto Arsizio e Fagnano
Trasferitasi a Fagnano Olona due anni fa, Sofia è sempre vissuta a Busto Arsizio. Oggi frequenta la quinta del liceo scientifico Tosi di Busto Arsizio e riesce a conciliare con maturità studio e sport, mantenendo una media dell’otto in quasi tutte le materie. Le sue passioni scolastiche parlano chiaro: scienze, in particolare biologia – con un sogno che guarda all’università tra osteopatia e biologia marina – e storia dell’arte, affascinata da opere come Amore e Psiche.
Il bullismo e la scoperta della kick boxing
L’avvicinamento allo sport non nasce per caso. Alle elementari e all’asilo Sofia è stata vittima di bullismo: prese in giro, derisioni, attacchi continui anche perché difendeva un compagno disabile, a sua volta bersaglio di episodi crudeli, tra cui far mangiare la carta del cestino. Era “la ragazzina cicciotta”, come lei stessa racconta, e sua madre decise di iscriverla a kick boxing per autodifesa, convinta che non fosse uno sport adatto a una bambina “tutta rose, fiori e principesse”.
La sorpresa? In palestra Sofia ha trovato se stessa.
La palestra come casa, la squadra come famiglia
Ogni giorno, dopo lo studio pomeridiano, alle 19 Sofia è in palestra al Bifit, dove si allena con la scuola KBA seguita dal maestro Andrea Ongaro.
La kick boxing, un mix di arti marziali e boxe con l’uso dei calci, è diventata il suo spazio di libertà: «In palestra mi sento me stessa, libera. Qui riesco a sfogarmi, a riflettere, a stare bene».
Gli allenamenti durano circa due ore: riscaldamento e potenziamento a corpo libero, tecnica (sequenze di calci, pugni e difese) e combattimento libero. La sera, dopo cena, si torna sui libri.
Una carriera costellata di successi
I risultati parlano da soli. Sofia è campionessa italiana per quattro volte, fa parte della nazionale da cinque anni ed è vicecampionessa mondiale ed europea.
Tra gli appuntamenti più importanti: Mondiali 2022 a Jesolo, Europei 2025, sempre a Jesolo
Oggi gareggia nella categoria Senior -70 kg, dai 18 anni in su.
Obiettivi futuri e sogni ben chiari
Il calendario è fitto: dal 23 al 25 gennaio Sofia sarà impegnata nella Coppa Europa di Atene. A marzo è prevista una Coppa del Mondo a Jesolo, seguita in primavera dalle selezioni per i Campionati Italiani, con la finale nazionale a maggio, ancora una volta a Jesolo.
Ma lo sguardo è sempre duplice: sport e scuola, senza rinunciare a nulla.
Lo sport come felicità (imperfetta)
“Lo sport è essere felice”, dice Sofia. Anche se si esce dalla palestra con qualcosa da migliorare, è lì che trova equilibrio, relazioni vere e un ruolo da esempio, soprattutto per i più piccoli che la guardano come un punto di riferimento.
Un percorso che condivide anche con la sorella di 14 anni, che pratica lo stesso sport: un legame che diventa ancora più forte grazie a una passione comune.
Una lezione che va oltre il ring
Sofia Macchi è la dimostrazione che la forza non è solo fisica. È resilienza, è scelta, è capacità di trasformare il dolore in determinazione. Dal bullismo alle medaglie internazionali, senza mai smettere di essere una studentessa attenta, una compagna di squadra leale e una sorella presente.



















