Che cos'è un nome? La domanda non conduce a Shakespeare sull'onda di Romeo e Giulietta, bensì a un viaggio affascinante che si può intraprendere nella Biblioteca Capitolare di Busto Arsizio.
La prima tappa si svolgerà domenica 11 gennaio alle ore 16 nella sala in via Don Minzoni. Con tre voci, tre aspetti che verranno approfonditi e convergeranno in un incontro affascinante, interdisciplinare si potrebbe dire. Partirà infatti don Francesco Casati che si soffermerà sul Battesimo dal punto di vista teologico, quindi un dipinto che parla in questo senso, quello di Bernardino Lanino, sarà illustrato dalla professoressa Elena Angeleri. Il direttore della Capitolare Salvatore Bollini Marcora guiderà poi attraverso i nomi.
Perché «il Battesimo dà un nome, non un cognome, e l'atto diventa un documento ufficiale» anticipa.
Oggi si dibatte ancora molto sui cognomi più diffusi in una Busto che pur cresce e cambia, perdendo anche i suoi storici: sul podio, in una classifica di qualche anno fa c'erano i Colombo, seguiti da Gallazzi e Crespi (LEGGI QUI, per vedere anche gli altri). Ma è il nome che tiene banco fino a un certo periodo storico, fino poi a incontrarsi con il cognome e con i soprannomi: un mondo ricchissimo, anche quest'ultimo, in città.
Non si può spoilerare troppo, ma il dottor Bollini Marcora condurrà ad esempio attraverso i nomi maschili maggiormente in voga nel 1564, con l'ausilio del Libro della Decima del 1399, di Crespi Castoldi e infine di Ferrario nel 1872. Non senza sorprese.
Alla professoressa Angeleri, che ha alle sue spalle un lungo percorso di insegnamento di Storia dell'Arte al liceo Artistico, il compito di «leggere l'opera del Lanino e altri Battesimi trovati nel fondo antico della Capitolare, con una lettura molto basica fatta proprio di decodifica dell'immagine, per arrivare a capire come l'artista sviluppa il tema del Battesimo».
Un primo, gustoso assaggio di un'identità collettiva e individuale che troverà altre rivelazioni nel corso dell'anno.














