Prendono il via lunedì 12 gennaio i lavori di riqualificazione nel Parco ex Sanatorio “Regina Elena”, che si avvia così a diventare “ILA Community Park”, il nome dell’azione che rientra ne “La scuola si fa città”, la strategia urbana di sviluppo sostenibile finanziata attraverso i Fondi Strutturali e di Investimento Europei 2021–2027 con il contributo di Regione Lombardia.
Dopo l’inaugurazione, nello scorso mese di ottobre, dei solarium restaurati prosegue quindi il percorso di rigenerazione urbana promosso dall’Amministrazione comunale e volto a migliorare la vivibilità delle aree urbane rafforzando il ruolo degli spazi pubblici come luoghi di inclusione, relazione e benessere per la comunità. Obiettivo di questa azione, in particolare, è il consolidamento della rete sociale tra le varie realtà (socio sanitarie e associative) che da tempo abitano il Parco affinché questo, nella sua interezza, si apra alla città permettendo una reale inclusione delle persone con disabilità. Inoltre in parallelo alla riqualificazione degli spazi, con questa azione si punta a formare le associazioni affinché queste siano in grado di gestire, nel lungo termine, le attività proposte.
«Nell’’azione ILA Community Park, che coniuga riqualificazione urbana, innovazione sociale e valorizzazione delle reti territoriali è concentrato tutto lo spirito della strategia “La scuola si fa città” – commenta Lorena Fedeli, assessore alla Città futura. Il Parco dell’ex Sanatorio è stato creato negli anni Venti rispondendo a un bisogno pressante avvertito allora in Città; la cura della tubercolosi. Venuta meno, da diversi decenni a questa parte, la funzione originaria del luogo, abbiamo voluto che questo complesso, in forza della sua bellezza e unicità, giocasse ancora un ruolo, a quasi 102 anni dall’inaugurazione: uno spazio dove le competenze di ognuno diventino il vero punto di forza e siano veicoli di inclusione e arricchimento. Il parco rispetterà così lo spirito con il quale è stato voluto e realizzato: la cura della comunità».
La prima fase dei lavori vedrà le potature e gli abbattimenti degli alberi morti; interventi che, per essere svolti in sicurezza, richiederanno la chiusura completa del parco per tre settimane. Seguiranno i lavori alle pavimentazioni delle aree esterne degli edifici che ospitano le associazioni. Successivamente i lavori interesseranno le aree verdi, con il recupero e la valorizzazione dei percorsi storici, il superamento delle barriere architettoniche, il miglioramento del patrimonio arboreo e arbustivo, la realizzazione di orti inclusivi e di nuovi spazi dedicati alla fruizione, alla didattica e all’aggregazione, nel pieno rispetto del valore storico e paesaggistico del sito.
«In questi anni, anche grazie alle ingenti risorse intercettate partecipando ai bandi, l’amministrazione ha provveduto a riqualificare una parte importante degli edifici del patrimonio comunale -ricorda Marco Bianchi, assessore alle Opere pubbliche. Grazie ai finanziamenti de “La scuola si fa città” interveniamo anche su un complesso che da oltre vent’anni è tornato nelle disponibilità del Comune e che rappresenta un bene identitario per i legnanesi; il parco dell’ex Sanatorio, un luogo bisognoso di essere riqualificato, valorizzato, conosciuto e vissuto per il suo grande valore architettonico e storico. L’avvio dei lavori nel parco rappresenta la seconda tappa del recupero di un compendio che ha visto, solo qualche mese fa, riconsegnare ai legnanesi i solarium e che, grazie alle azioni immateriali che stanno per partire, contribuirà, nel rispetto per le specificità di questo luogo, a far vivere un luogo che rappresenta realmente un unicum nel nostro territorio».
Più in dettaglio gli interventi, strutturati nelle cinque aree in cui è stato ripartito il parco, vedranno, dove possibile, la ricostruzione del reticolo dei percorsi presenti in origine nel parco allo scopo di favorirne una migliore fruizione e di valorizzare appieno i due solarium recentemente recuperati. I viali, che saranno realizzati con fondo in calcestre, saranno percorribili anche da persone con difficoltà motorie e dotati di sedute. Saranno eliminate le alberature morte e piantate specie autoctone.
L’impianto di illuminazione esistente sarà sostituito da nuovi elementi illuminanti e i due solarium saranno collegati alla rete elettrica per favorire attività culturali e associative. Nell’area ovest, fra l’ingresso di via Colli di Sant’Erasmo e via Ferraris, si recupererà la parte occupata da serra e campo delle bocce storico, sarà rinnovata l’area giochi con attrezzature inclusive; come inclusiva sarà l’area degli orti utilizzabili da tutti, perché sospesi. Fra le attrezzature per il tempo libero un altro campo di bocce, situato nel prato centrale, sarà restaurato, così come il busto commemorativo dedicato a Carlo Jucker, il direttore del cotonificio Cantoni che fu tra i promotori della costruzione del Sanatorio. Per contribuire a rendere più accessibile il parco saranno riaperti gli ingressi da via Comasina/Canazza e da via Ferraris, mentre, direttamente su via Colli di Sant’Erasmo, sarà creato l’ingresso a un’area cani per esemplari di piccola taglia.
Per sostenere la biodiversità del parco, nell’area est saranno piantati arbusti fioriti, realizzati un hotel e delle ceppaie per insetti e impiantate arnie e filari di viti a scopi didattici. Nella porzione più a nord del parco, sfruttando la conformazione del terreno, si formerà un “rain garden”, che avrà una duplice funzione, didattica e ambientale. Per aumentare la visibilità del parco dall’esterno su via Colli di Sant’Erasmo saranno sostituiti i tratti di muro ciechi con una nuova cancellata e restaurata la cancellata esistente. La durata prevista dei lavori è di un anno; il quadro economico è di un milione e 300 mila euro.
Di pari passo con gli interventi strutturali, si è recentemente proceduto ad affidare a NuNow Srl di Legnano la “regia” delle azioni cosiddette “immateriali” del progetto. La società sarà impegnata nello sviluppo di un modello innovativo di governance e animazione del parco coordinando e rafforzando la rete delle associazioni e degli enti che operano nell’area, l’attivazione di percorsi di ascolto, formazione e co-gestione e l’avvio di attività culturali, sociali ed educative inclusive, con l’obiettivo di rendere il parco un luogo vissuto quotidianamente e un vero punto di riferimento per l’intera comunità cittadina.













