Dopo l'aggressione di due giovani fuori da una discoteca di Gallarate (leggi QUI la cronaca), avvenuta alcuni giorni fa e culminata con l'arresto di due ragazzi da parte della polizia di Stato, il comunicato stampa Gallarate, giovani aggrediti fuori da una discoteca: chiesti più investimenti nella scuola per contrastare la violenza tra pari il Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina Diritti Umani esprime la propria preoccupazione e chiede maggiori investimenti nelle scuole per lavorare sull'aspetto educativo e contrastare la violenza tra ragazzi. Ecco il testo del contributo inviatoci in redazione a firma del presidente del Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina Diritti Umani, Romano Pesavento.
«Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profonda e motivata preoccupazione per il grave episodio avvenuto a Gallarate, dove due giovani sono stati vittime di un’aggressione efferata e umiliante, culminata nel furto di effetti personali e in lesioni tali da richiedere il ricovero ospedaliero. La dinamica dei fatti, così come emersa dalle indagini condotte dalla Polizia di Stato e coordinate dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio, evidenzia un livello di violenza che suscita interrogativi urgenti sulla deriva comportamentale di alcuni segmenti delle giovani generazioni.
Il coinvolgimento di ragazzi appena maggiorenni come presunti responsabili e di un minorenne tra le vittime rappresenta un elemento di ulteriore allarme: la giovane età non attenua la gravità del gesto, ma anzi impone una riflessione ancora più approfondita sulle matrici culturali, sociali e familiari che possono favorire condotte improntate alla sopraffazione, alla negazione dell’altro, alla ricerca di visibilità attraverso la violenza. È inaccettabile che un gruppo di coetanei possa trasformare un momento di socialità in un teatro di aggressioni, ricatti e umiliazioni, come accaduto sottraendo a un ragazzo persino le scarpe e costringendolo, attraverso la minaccia, a rivelare il codice del proprio cellulare.
Alla luce di tali fatti, il CNDDU ritiene indispensabile sviluppare una riflessione strutturale sul ruolo delle istituzioni educative. La scuola, lungi dall’essere un semplice luogo di trasmissione di conoscenze, costituisce uno dei principali argini culturali e sociali alla diffusione della violenza tra pari. È nell’ambiente scolastico che si costruiscono quotidianamente le prime esperienze di convivenza, le capacità di gestione dei conflitti, il riconoscimento del valore dell’altro e la consapevolezza dei propri diritti e doveri.
Occorre pertanto consolidare e ampliare gli interventi che favoriscono l’educazione al rispetto, alla responsabilità, alla legalità e alla non violenza: iniziative di educazione civica rafforzate, laboratori di confronto e mediazione, spazi di ascolto per gli studenti, formazione specifica per i docenti sulle dinamiche relazionali e sui segnali precoci di disagio. Altrettanto fondamentale è la presenza, stabile e non episodica, di figure psicopedagogiche in grado di affiancare gli insegnanti nell’analisi dei contesti classe e nel supporto ai giovani che manifestano fragilità o comportamenti problematici.
La scuola, tuttavia, non può essere lasciata sola. È essenziale che essa operi in sinergia con le famiglie, gli enti locali, le associazioni del territorio e i servizi sociali, affinché la rete educativa sia realmente efficace e condivisa. Solo attraverso un’azione coordinata è possibile intervenire non soltanto a valle dei fenomeni violenti, ma soprattutto a monte, individuando e disinnescando per tempo le situazioni di rischio.
Il CNDDU esprime piena solidarietà ai giovani coinvolti e riconosce l’operato tempestivo e competente delle Forze dell’Ordine, il cui intervento ha permesso di individuare i responsabili e di tutelare le vittime in un momento di estrema vulnerabilità.
Il CNDDU rinnova, inoltre, il proprio impegno nel promuovere percorsi formativi, campagne di sensibilizzazione e attività didattiche volte a diffondere la cultura dei diritti umani come fondamento irrinunciabile della convivenza civile. L’episodio di Gallarate deve rappresentare non solo un monito, ma un impulso a rafforzare il presidio educativo della scuola e l’attenzione istituzionale verso il benessere delle nuove generazioni, affinché simili fatti non si ripetano e i nostri giovani crescano in un contesto sociale improntato al rispetto, alla sicurezza e alla dignità di ogni persona».
prof. Romano Pesavento
presidente CNDDU















