Una cerimonia partecipata e sentita quella che questa mattina ha dato il bentornato al Campo dei Fiori alla statua della "Regina degli Angeli". Dopo otto anni di lavori di restauro, grazie al contributo di un anonimo benefattore, il comune di Luvinate ha potuto riposizionarla li dove ha sempre protetto i pellegrini e gli uomini della montagna.
«Abbiamo visto statue abbattute in altre parti del mondo, noi invece le rimettiamo su – ha detto il sindaco di Luvinate Alessandro Boriani - , perché le statue hanno un valore civile, storico e di identità. Questa è la statua della mamma di Gesù e mi immagino possa parlare con la Madonnina del Duomo di Milano e vegliare sulla nostra comunità qui sotto. Comunità che hanno sofferto molto negli ultimi anni, per gli incendi e le alluvioni».
Il restauro è stato compiuto dallo studio di architettura Bertolini e Galli e valutato in varie fasi insieme alla Sovrintendenza di Milano. E’ stata realizzata un’apposita struttura di sostegno per la statua di forma tronco-conica, composta da 4 tubolari di ferro pieno zincati saldati tra loro da cerchi in ferro e avvolti da rete metallica. La struttura, tramite un'apposita corona saldata, tiene sollevata la statua di alcuni centimetri dalla piastra di ancoraggio così da consentire l'areazione all'interno della cavità. La chiusura della base della statua, cava al suo interno, con una lamiera forata di acciaio zincato permette il passaggio dell’aria all’interno e ne facilita l’asciugatura. La rete eviterà inoltre che all’interno della statua si introducano animali, insetti o eventuale materiale vegetale e lascerà fuoriuscire l’acqua di condensa che dovesse formarsi all’interno. Complessivamente quindi, la soluzione proposta per la ricollocazione della statua cerca di attuare tutti quegli accorgimenti tecnici per dotarla di un ancoraggio più sicuro e compatibile con la fragilità della terracotta e il più possibile rispettoso dell'assetto complessivo della Colonna votiva così come si è configurata nel 1968.
Un recupero che punta ad una perfetta conservazione della statua nel tempo, perché possa connotare di significato uno dei luoghi preferiti dai varesini: «Il posizionamento della statua della Regina Angelorum ha un grande valore simbolico – ha detto il sindaco di Varese Davide Galimberti - Questo è un luogo molto caro ai cittadini per il suo valore naturalistico, è luogo di incontro di tante associazioni che operano nel volontariato e di escursioni che condividono momenti di familiarità e spirituali».
A benedire la Madonnina restaurata è stato l’arcivescovo di Milano, Monsignor Mario Delpini. Originario di Jerago, «questo luogo mi è caro sin dai tempi della mia adolescenza – ha ricordato - quando salivo alle Tre Croci recitando il rosario». Monsignor Delpini ha dedicato alla statua una riflessione sul suo essere posta in alto, in cima alla montagna: «Vuol dire al di sopra di tutto: è di tutti; invita ad alzare gli occhi al cielo dando una visione diversa della vita che invita a pregare; la Madonna che benedice tutti e da qui può pregare per tutti come Regina Angelorum ma anche come Mater Nostra, dandoci il senso di appartenenza e di famiglia; ed infine è sopra le divisioni in significato di principio unitario».
Alla cerimonia ha partecipato anche il presidente del Parco del Campo dei fiori, Giuseppe Barra, che ha sottolineato come «la statua è il simbolo di chi ha voluto rendere testimonianza a chi ci ha messo a disposizione questa natura»; e il presidente della Società Astronomica Schiaparelli che ha ricordato il professor Salvatore Furia.
Un ringraziamo speciale va anche alla Protezione Civile Valtinella, Alpini Varese, Ente Parco Campo dei Fiori e GEV, Amici del Campo dei Fiori, Comune di Luvinate, Polizia Locale di Gavirate-Comerio-Luvinate e Polizia Locale di Varese, Cri Varese, Ristorante Irma e all'Associazione MusicArte.









