Cronaca | 02 maggio 2026, 07:16

Bracconaggio ittico nel lago Maggiore a Ispra: denunciato un uomo, pescava con una fiocina

Operazione dei Carabinieri Forestali a tutela della biodiversità: l'uomo è stato denunciato per l'utilizzo di uno strumento rigorosamente vietato mentre catturava esemplari di lucioperca per di più in un periodo in cui la pesca di questa specie non è consentita

Bracconaggio ittico nel lago Maggiore a Ispra: denunciato un uomo, pescava con una fiocina

I Carabinieri Forestali hanno condotto una serie di verifiche mirate al contrasto del prelievo illegale di fauna ittica. L'operazione è stata resa possibile anche grazie alla preziosa collaborazione dell’Associazione 'Tritone APS', le cui tempestive segnalazioni hanno orientato efficacemente i servizi di monitoraggio sul territorio.

In tale contesto, i militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (NIPAAF) di Varese hanno sorpreso e denunciato a Ispra un uomo colto a utilizzare una fiocina – strumento rigorosamente vietato – per la cattura e l’uccisione della fauna ittica, nella fattispecie esemplari di lucioperca. Questo reato prevede l'arresto fino a due anni o un'ammenda fino a 12.000 euro. L’illecito si è consumato, tra l’altro, in un periodo (dal 1° aprile al 31 maggio) in cui la pesca del lucioperca non è consentita dal regolamento vigente per il bacino del Lago Maggiore.

Oltre alla denuncia penale, i militari hanno proceduto al sequestro del pescato e dell'attrezzatura utilizzata. All'indagato sono state inoltre contestate le relative violazioni amministrative, tra cui la mancanza dell'apposito tesserino di pesca.

Il fermo biologico del lucioperca risponde a precise necessità ecologiche legate alla delicata fase riproduttiva della specie, periodo in cui il danno provocato dal bracconaggio ittico può rivelarsi particolarmente grave. A differenza di altre specie, il maschio del lucioperca costruisce un nido sul fondale e lo custodisce assiduamente per settimane. Qualora l'esemplare maschile venga prelevato, il nido resta sguarnito: bastano pochi minuti affinché le uova diventino preda di altri pesci, causando la distruzione di un’intera generazione di avannotti e compromettendo gravemente il naturale ricambio della biodiversità lacustre.

I Carabinieri Forestali rinnovano l’invito a cittadini e ad associazioni a collaborare attivamente per la protezione del territorio, segnalando eventuali episodi di bracconaggio ittico ai Reparti Carabinieri Forestali della provincia di Varese.

Comunicato Stampa Carabinieri

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