Cronaca | 29 aprile 2026, 18:12

Incidente sul lavoro nell'area ex Expo: gravissimo un operaio di 50 anni ferito al collo con un flessibile

L'uomo è stato trasportato in codice rosso con l'elicottero all'ospedale di Niguarda questa mattina dopo mezzogiorno dopo essersi ferito nel cantiere in corso al Decumano a Milano. Dura la condanna del sindacato: «Non possiamo più accettare che una persona si ritrovi in un letto d’ospedale, sospeso tra la vita e la morte, a causa di una ferita terribile riportata durante l’utilizzo di un comune attrezzo da taglio»

Incidente sul lavoro nell'area ex Expo: gravissimo un operaio di 50 anni ferito al collo con un flessibile

Questa mattina poco dopo mezzogiorno si è verificato un grave incidente sul lavoro, in un cantiere in corso nell'ex area Expo al Decumano a Milano.

Un operaio di 50 anni si è ferito al collo tagliandosi con un flessibile: i soccorsi sono scattati in codice giallo, quello che indica una gravità media, ma purtroppo le condizioni dell'umo si sono rivelate più gravi tanto da far intervenire oltre all'ambulanza anche l'elisoccorso. 

Dopo aver ricevuto le prime cure sul posto, l'operaio è stato elitrasportato all'ospedale di Niguarda in codice rosso. 

Durissimo il commento del sindacato di categoria dell'edilizia Feneal Uil: «Quello che è accaduto oggi nell’area dell’ex Expo è l’ennesimo schiaffo alla dignità del lavoro in Lombardia. Non possiamo più accettare che un uomo di 50 anni esca di casa al mattino per guadagnarsi da vivere e si ritrovi in un letto d’ospedale, sospeso tra la vita e la morte, a causa di una ferita terribile riportata durante l’utilizzo di un comune attrezzo da taglio» dichiara Alì Mustafà operatore sindacale Feneal UIL..

«Ci troviamo in un’area – aggiunge Michele Esposto Segretario Feneal UIL Milano il sindacalista – che dovrebbe rappresentare l'eccellenza, l'innovazione e il futuro della nostra regione. Eppure, anche qui, nei cantieri della 'ricca Lombardia', il sangue dei lavoratori continua a scorrere. Questo grave incidente dimostra che, nonostante i proclami e i grandi investimenti, la cultura della sicurezza è ancora troppo spesso sacrificata sull'altare della produttività e della velocità di esecuzione».

«La Feneal Uil – conclude Esposto– non resterà a guardare. Chiediamo che le autorità competenti facciano piena luce su quanto accaduto in via Decumano. Non servono più tavoli tecnici o parole di circostanza; servono più ispettori nei cantieri e sanzioni severissime per chi non rispetta le norme. La Lombardia non può essere la locomotiva d'Italia se i suoi vagoni sono macchiati dal sangue di chi lavora. La nostra vicinanza va ora alla famiglia dell’operaio, sperando in una sua pronta ripresa, ma la nostra rabbia si trasformerà in azione sindacale finché la sicurezza non diventerà la priorità assoluta di ogni cantiere, piccolo o grande che sia».

Redazione

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