Politica | 13 aprile 2026, 20:55

Manara, presentata la proposta di project financing. Pd critico (anche) sull’estivo: «Ennesima delibera tampone»

In attesa di conoscere la proposta di Aquamore, in commissione si è discusso della gestione dell’impianto nei mesi estivi. Ma l’opposizione ha colto l’occasione per intervenire ad ampio raggio su «un servizio non all’altezza della città di Busto»

Manara, presentata la proposta di project financing. Pd critico (anche) sull’estivo: «Ennesima delibera tampone»

È stata presentata nelle scorse ore da parte del gestore Aquamore la proposta di project financing per la piscina Manara Sartori di Busto Arsizio.
Lo ha comunicato il vicesindaco e assessore allo Sport Luca Folegani nel corso della commissione tenutasi questa sera, lunedì 13 aprile, dedicata all’appalto del servizio di balneazione per il periodo estivo.
La seduta convocata dal presidente Orazio Tallarida era quindi relativa all’“appalto ponte” di tre mesi, resosi necessario per via della scadenza a maggio della convenzione con Aquamore.

Ma, ovviamente, è stata l’occasione per discutere a più ampio raggio sull’impianto di via Manara. E, da parte dell’opposizione, non sono mancate critiche.
A partire proprio da quello che accadrà fra poche settimane: «Ennesima delibera tampone – ha osservato Paolo Pedotti (Partito Democratico) –. Per la terza estate si procede con un’assegnazione temporanea, cambia solo lo strumento tecnico essendo scaduta la concessione biennale». Il consigliere e segretario cittadino dem si è soffermato sui costi («380mila euro per tre mesi»), sui «servizi minimali offerti» nel periodo estivo e, guardando avanti, sulla «scelta dell’amministrazione di affidarsi al project financing, molto onerosa dal punto di vista temporale».

Il Pd ha quindi chiesto di poter conoscere costi e ricavi degli ultimi anni nel periodo estivo per poter valutare meglio la delibera che verrà votata in via definitiva nel Consiglio comunale di domani. Cinzia Berutti ha domandato se non si sarebbe potuta fare «una assegnazione in house, visto che sapevamo che il contratto era in scadenza». Ossia tornare a gestire direttamente, tramite Agesp, la piscina.
«Forse per via di una vecchia mentalità statalista siete fissati con la gestione interna – ha replicato Folegani –. Ma l’affidamento interno richiede competenze e personale specifici. Una scelta che a lungo andare richiederebbe ulteriori costi». E pensare a una gestione di questo tipo solo per l’estate sarebbe «folle per un lasso di tempo così limitato», ha proseguito il vicesindaco.

In generale, ha puntualizzato ancora Pedotti, «non si è fatta un’analisi sulla possibilità di gestire il servizio in house, ma siete andati sul project in maniera diretta. Scelta legittima, ma che possiamo non condividere. È vero che Agesp non si occupa della piscina da dieci anni, ma non è detto che l’appalto sarà economicamente più vantaggioso. Un approfondimento maggiore per noi sarebbe stato doveroso. E non siamo statalisti, abbiamo solo parlato di un confronto tra gestione pubblica o privata».

Folegani ha poi rassicurato che con l’appalto estivo il «Comune sarà il padrone di casa», garantendo un «controllo rigido e serrato su costi e ricavi. La palla in questi casi ce l’ha l’amministrazione».
Santo Cascio (Progetto in Comune) ha però obiettato che si tratta «della stessa amministrazione che non ha garantito i controlli e poi c’è stato il pasticcio che ne è conseguito. Ho difficoltà a fidarmi della sua parola».
Il vicesindaco ha quindi precisato che il suo riferimento era a controlli su costi e ricavi, non sulla struttura.

«Dagli errori si può imparare, la gestione sarà sempre più attenta – è intervenuto il capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Geminiani –. Vogliamo aprire e apriremo la piscina, uno dei migliori impianti della zona che cercheremo di portare ai fasti di un tempo». E ai cittadini «non interessa se la gestione è in house o meno, ma avere il servizio migliore possibile con costi sostenibili».

«Tutto può fare l’amministrazione tranne che vantarsi della situazione attuale – l’ultima replica di Pedotti –. A Gallarate e Legnano hanno rifatto le piscine col Pnrr. Oggi se parliamo di una pozza d’acqua è perché è stata ridotta così da chi governava. Un servizio non all’altezza della città di Busto».

Riccardo Canetta

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