Il 10 gennaio 1944, Vittorio Arconti, Arturo Cucchetti, Ambrogio Gallazzi, Alvise Mazzon, Giacomo Biancini, Guglielmo Toia e Melchiorre Comerio, componenti della commissione interna della Ercole Comerio, colpevoli di aver fomentato uno sciopero, vennero arrestati e deportati a Mauthausen. L’unico che venne rilasciato fu il fratello del titolare dell’azienda. Oggi, 24 gennaio, si è svolta la commemorazione dell’82esimo anniversario di quei tragici fatti. Nell’occasione sono stati ricordati anche i lavoratori che sono morti per la Libertà, i partigiani Giovanni Ballarati, Luigi Caimi, Rodolfo Mara, Bruno Raimondi e Mario Vago.
L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione “Noi della Comerio Ercole 1885” e dalle Rappresentanze Sindacali Unitarie della Comerio Ercole S.p.a., con il patrocinio dell’Amministrazione comunale e la partecipazione di diverse associazioni e di alcune scuole cittadine riunite nel tavolo “La storia ci appartiene”.
La posa delle corone al Parco Comerio
Davanti alla lapide dell’area verde sono state deposte le corone commemorative e si è tenuto un momento di raccoglimento. Presenti, oltre a tante associazioni, i rappresentanti del Comune di Busto Arsizio, a partire dal vicesindaco Luca Folegani e dal presidente del consiglio comunale Laura Rogora, i primi cittadini di Castellanza, Marnate e Samarate, rispettivamente Cristina Borroni, Marco Scazzosi e Alessandro Ferrazzi, oltre al presidente del consiglio comunale di Legnano, Umberto Silvestri.
«Tutto quello per cui loro lottavano a noi oggi sembra scontato, ma questi diritti possono essere messi in pericolo in ogni momento se si perde la memoria di quello che accadde in quegli anni» ha ammonito Natale Pargoletti (Noi della Comerio Ercole 1885). «Ai giovani va l’obbligo, l’onere e l’onore di tramandare questa tragedia» ha dichiarato Folegani.
«Il pensiero - ha affermato Liberto Losa, presidente dell’Anpi Busto Arsizio in un passaggio del suo intervento - va alle vittime di quella tragedia, ai lavoratori della Ercole Comerio che vennero strappati dalla loro fabbrica e dalle loro famiglie e portati nei campi di concentramento e di sterminio in Germania. Una sofferenza enorme per loro, ma una sofferenza enorme anche per le loro famiglie perché - ha continuato - pensate cosa poteva significare in quella realtà di un’Italia ormai poverissima, di gente alla fame, che un nucleo famigliare perdesse il capofamiglia, anche dal punto di vista pratico». Quello della Comerio, ha evidenziato, è stato un atto resistenziale ed è un esempio importantissimo. Bisogna contrastare le dittature e le guerre, ha detto: «è nostro compito fare memoria».
Prima della benedizione del prevosto di San Michele, don Giorgio Fantoni, i ragazzi del liceo Daniele Crespi hanno letto la lettera di Maria Antonietta Cucchetti, figlia di Arturo.

La manifestazione al Teatro Manzoni con l’oratore ufficiale Vasco Errani
In teatro si è tenuta la commemorazione civile. Oratore ufficiale, intervenuto in sostituzione dell’on. Rosy Bindi, è stato Vasco Errani, presidente dell’Istituto Alcide Cervi, con una lunga carriera politica (è stato presidente della Regione Emilia Romagna e senatore). Ma protagonisti sono stati anche i giovani: quelli del consiglio comunale dei ragazzi di Cassano Magnago, gli alunni del liceo Crespi, quelli del Liceo coreutico e musicale Bausch e gli studenti del liceo delle scienze umane Olga Fiorini che si sono alternati per riflessioni e momenti artistici.
Partendo dalla vicenda della Comerio, Errani ha ripercorso gli anni della seconda guerra mondiale, ha parlato del significato degli scioperi, della memoria e ha toccato anche la situazione attuale. Sul tema della resistenza, Errani ha messo in luce come quest’ultima fu «di tutti coloro che si misero a progettare un’Italia libera e democratica» e come non fu di una sola parte politica, ma dell’Italia e del popolo italiano.
Poi la riflessione sul pensiero e la capacità critica. «Credo che mai come oggi – sono state le sue parole - ci sia bisogno di pensieri lunghi, di saperci fermare per ragionare e capire cosa sta succedendo». «Riprendiamoci il tempo per pensare e conoscere, – ha esortato - non pieghiamoci agli algoritmi dell’intelligenza artificiale, costruiamo un pensiero critico. Dobbiamo sapere guardare oltre ciò che ci è proposto: quando il pensiero diventa unico noi abbiamo un problema».
La commemorazione religiosa si è svolta in San Michele con la Messa solenne con il coro “Voci del Rosa”.

























