Sport | 06 agosto 2026, 09:01

Serie D, incrocio di derby all’orizzonte: la Castellanzese sogna le sfide con le varesine

Il presidente Affetti commenta la riammissione e cerca nuovi partner per far crescere il sodalizio neroverde, in attesa della comunicazione dei gironi, oggi alle 13 sul profilo instagram della LND. L’auspicio: incrociare Pro Patria, Solbiatese e le altre realtà del territorio

Alberto Affetti

Alberto Affetti

Due giorni di ritardo rispetto alle attese iniziali non hanno intaccato la sostanza di un verdetto attesissimo nell'ambiente neroverde: la Castellanzese giocherà in Serie D anche nella stagione 2026/2027 (leggi QUI), garantendosi l'ottava partecipazione consecutiva al massimo campionato dilettantistico nazionale. La comunicazione ufficiale da parte della Lega Nazionale Dilettanti è arrivata nel pomeriggio di ieri, mercoledì 5 agosto, sciogliendo le ultime riserve e dando il via formale al nuovo corso per la squadra ora allenata da Francesco Bolzoni.

In concomitanza con l'ufficialità della riammissione, la società di via Cadorna ha diffuso sui propri canali ufficiali un'ampia intervista al presidente Alberto Affetti, per commentare il momento cruciale del club. Il numero uno neroverde non ha nascosto la soddisfazione per un esito inseguito fin dal giorno successivo alla retrocessione patita nei playout lo scorso 10 maggio, mantenendo però un profilo di grande realismo e lucidità.

«È un risultato importante che abbiamo inseguito da subito, investendo e credendo nelle nostre credenziali» ha dichiarato il presidente Affetti, inserendo una riflessione rigorosa sul significato di questo passaggio: «Non dobbiamo esaltarci più di tanto per un ripescaggio. Non dimentichiamoci che veniamo ripescati non per meriti diretti sul campo, che purtroppo sono andati disattesi, ma per una serie di meccanismi che hanno tenuto conto del valore della nostra società e del piazzamento finale. Siamo comunque felici e pronti ad affrontare questo ottavo campionato consecutivo con tanto ottimismo e tanta voglia di fare».

L'attenzione si sposta ora sulla composizione dei gironi, la cui pubblicazione è programmata per oggi, giovedì 6 agosto, alle 13, sul canale instagram della LND. Nel corso della chiacchierata, Affetti ha espresso una preferenza netta per il raggruppamento B, da sempre caratterizzato da un forte radicamento territoriale e da un elevato tasso di competitività. La speranza del patron è quella di trovare avversarie come Varese, Varesina, Solbiatese e Pro Patria, oltre all'Arconatese, per garantire sfide avvincenti e un grande afflusso di pubblico sulle tribune.

Il verdetto federale rappresenta anche il punto di partenza per il profondo rinnovamento dell'area tecnica. Chiusa dopo oltre dodici anni la lunga collaborazione con lo storico direttore sportivo Salvatore Asmini, il presidente ha speso parole di profondo affetto per il dirigente uscente: «Asmini per me non è stato solo il direttore sportivo, è stato un amico. Mi è dispiaciuto per la sua decisione, ma capisco le sue motivazioni e lo ringrazio per tutto quello che ha fatto in questi tanti anni». La gestione dell'area tecnica è stata quindi affidata ad Andrea Gritti, mentre la panchina vedrà l'arrivo di mister Francesco Bolzoni: «Quella di Andrea Gritti è stata una scelta coraggiosa» ha spiegato il patron, «non perché non sia meritevole, ma perché è giovane e all'esordio in questo ruolo, pur essendo una persona di spessore e di calcio. Anche mister Bolzoni è un giovane emergente, una persona umile e volenterosa di crescere e migliorarsi».

Sulla costruzione della squadra per la nuova stagione, il presidente ha rimarcato l'importanza dell'ossatura storica e dei giovani del vivaio: «Abbiamo confermato un nucleo di giocatori, che saranno la spina dorsale della squadra. A loro abbiamo aggregato cinque ragazzi del nostro settore giovanile per la preparazione. Non vuol dire che giocheranno tutti subito in prima squadra, ma l'obiettivo deve essere sempre quello di valorizzare i ragazzi meritevoli della nostra cantera».

Ripercorrendo la propria storia al vertice del club, iniziata nel 2003, Affetti ha affrontato apertamente il tema del futuro societario: «Sono alla Castellanzese da 23 anni. Quando ho iniziato ero forse il presidente più giovane, oggi sono tra i più longevi. È arrivato il momento di farsi una domanda: vogliamo rimanere così o ci sono i presupposti per crescere? Io non voglio più essere l'uomo solo al comando, perché oltre a essere pesante è limitativo per la società stessa. La mia porta è sempre stata e rimane aperta a nuove forze e soggetti interessati a sviluppare la Castellanzese insieme a noi».

Un passaggio centrale dell'intervista è stato dedicato al valore educativo e sociale dello sport, rafforzato dalla partnership con la Dea Academy dell'Atalanta e dai successi del vivaio: «Oggi lo sport deve essere considerato un fenomeno sociale primario. Dobbiamo fare in modo che i nostri ragazzi non siano più schiavi di un apparecchio elettronico o di uno smartphone, insegnando loro prima i doveri e poi i diritti. E la storia di "Zaccaria" Hamadi, cresciuto qui a Castellanza e arrivato a vincere con la nazionale del Marocco, è l'esempio calzante di come l'integrazione reale sia possibile quando ci sono educazione e valori».

Infine, lo sguardo del presidente si proietta verso gli orizzonti più ambiziosi per il club e per l'intera comunità, sperando anche in qualche nuova partnership: «Il mio sogno più grande per la Castellanzese? Vederla in Serie A! Spero non ci vogliano 40 anni... Ma, battute a parte, Castellanza è una realtà territoriale nevralgica, con 14 mila abitanti, due università, due cliniche e collegamenti strategici. Per questo non dobbiamo mai accontentarci e dobbiamo sempre lavorare per migliorarci rispetto a quello che abbiamo fatto finora, sperando che il nostro impegno sia apprezzato anche da altri e che si avvicinino a darci una mano».

Redazione


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