Nel secondo trimestre del 2026 l'economia dell'Alto Milanese ha mostrato una crescita moderata e una progressiva stabilizzazione, pur in un contesto ancora caratterizzato dall'incertezza economica e dalla debolezza della domanda internazionale. Tra i principali comparti produttivi, il settore chimico-plastico si conferma il più dinamico, il tessile-abbigliamento-calzaturiero evidenzia segnali di consolidamento, mentre il metalmeccanico continua a risentire della debolezza dei mercati esteri.
Settore metalmeccanico
Molte aziende del comparto segnalano ancora difficoltà nel consolidare la ripresa, in particolare quelle maggiormente orientate all'export. Le informazioni raccolte delineano un quadro ancora debole per quanto riguarda produzione e fatturato, pur con alcuni segnali di attenuazione della fase negativa. Nel trimestre il 50% delle imprese del campione ha registrato un incremento del fatturato, una quota in crescita rispetto alla rilevazione precedente. Gli investimenti restano selettivi e le prospettive per i prossimi mesi, sebbene meno pessimistiche rispetto ai trimestri precedenti, non delineano ancora una reale inversione del ciclo. Solo il 21% delle aziende prevede di effettuare investimenti in conto capitale, mentre un'impresa su tre si attende un aumento delle vendite.
Settore tessile-abbigliamento-calzaturiero
Il comparto moda presenta un quadro complessivamente favorevole, caratterizzato da una buona tenuta della domanda e da livelli produttivi stabili o in lieve miglioramento. Anche il fatturato mostra un andamento generalmente positivo, con una crescita nel 29% dei casi e una sostanziale stabilità per il 57% del campione, sostenuta soprattutto dal mercato domestico. La maggior parte delle aziende conferma il mantenimento dei livelli di attività raggiunti all'inizio dell'anno, mentre restano contenute le valutazioni negative.
Settore chimico e lavorazioni delle materie plastiche
Il settore chimico e delle lavorazioni delle materie plastiche si conferma il più dinamico dell'indagine. Le imprese registrano livelli di attività generalmente superiori alla media del campione, con riscontri positivi in termini di produzione, portafoglio ordini e prospettive di mercato. La capacità di mantenere una dinamica positiva sia del fatturato, in crescita nel 46% dei casi, sia degli investimenti, in aumento per il 62% del campione, consente al settore di contribuire in modo significativo alla tenuta complessiva del manifatturiero dell'Alto Milanese.
La produzione industriale si mantiene sostanzialmente stabile: il 35% delle imprese indica livelli produttivi invariati rispetto al trimestre precedente, il 33% registra un incremento e il restante 32% una contrazione. La domanda interna continua a mostrare una maggiore tenuta rispetto a quella estera, ancora penalizzata dalla lenta ripresa dell'industria europea e dal rallentamento del commercio mondiale.
Positive anche le aspettative sul fatturato: il 29% delle aziende prevede una crescita nel prossimo semestre, in aumento rispetto al 27% rilevato nella precedente indagine, mentre il 21% si attende una flessione. Favorevole anche il quadro degli investimenti: un'impresa su due intende effettuare nuove spese in conto capitale, pur mantenendo un approccio improntato alla prudenza.
Sul fronte internazionale, l'economia mondiale continua a crescere a ritmi contenuti, mentre il manifatturiero europeo mostra segnali di graduale recupero. Permangono tuttavia fattori di incertezza legati alle tensioni geopolitiche e al rallentamento degli scambi commerciali, che continuano a limitare la domanda globale. La riduzione dell'inflazione ha consentito un allentamento delle condizioni finanziarie, ma gli effetti sull'economia reale risultano ancora limitati. Anche il mercato del credito evidenzia un progressivo ritorno alla normalità, sebbene il costo dei finanziamenti resti elevato e continui a orientare le imprese verso scelte di investimento improntate alla cautela.
Nel complesso, le prospettive per l'Alto Milanese restano cautamente positive. Il miglioramento del clima di fiducia, la tenuta degli investimenti e la capacità di adattamento del sistema produttivo rappresentano i principali elementi di sostegno a un graduale sviluppo. Anche il mercato del lavoro conferma la solidità del territorio: l'occupazione rimane sostanzialmente stabile, senza significative riduzioni degli organici, a testimonianza della resilienza del tessuto produttivo locale.








