Lettere | 10 maggio 2026, 08:08

Cara mamma, prima di tutto ti preoccupi per me. Sei fondamentale per me: scusa se non te lo dico abbastanza

In Italia la seconda domenica di maggio è la “Festa della mamma”. Se nel mondo greco-romano era una ricorrenza per celebrare la fertilità e le divinità femminili, oggi è un’occasione per riconoscere e ringraziare le mamme per il loro quotidiano lavoro silenzioso

Cara mamma, prima di tutto ti preoccupi per me. Sei fondamentale per me: scusa se non te lo dico abbastanza

L’altro giorno tra uno starnuto e un colpo di tosse, dalla camera da letto dei miei genitori, arrivarono al mio orecchio queste parole: “Vale, mi dispiace che in questi giorni non siamo riusciti a portarti da nessuna parte”. Ecco questa è la mia mamma, che nonostante la forte influenza e il ginocchio malandato, prima di tutto si preoccupa della sua ‘bambina di 40 anni’ e il suo primo pensiero è non poterla accompagnare fuori.

Riconosco i sacrifici e il dolore silenzioso che ogni giorno la accompagna, ma anche quando tra noi c’è maretta e ci si scontra, dietro ogni suo sguardo c’è protezione e amore; l’arrabbiatura reciproca dura poco, tutto passa velocemente lasciando posto a ritrovate armonia e complicità.

Mia madre è fondamentale per me, forse non glielo dico abbastanza; non sto parlando dell’evidente aiuto materiale di cui necessito, parlo di qualcosa che va oltre ai sentimenti che le parole possono descrivere perché molto di quello che sono oggi lo devo a lei. Questa sensazione non spiegabile con i vocaboli è una situazione largamente diffusa: ogni persona sente dentro emozioni non comunicabili che la legano alla propria mamma, qualcosa di profondo che comprendono solo loro e che spesso supera ogni comprensione agli  occhi esterni.

In America, attorno agli anni ’70 dell’800, la pacifista Ann Reeves Jarvis al termine della guerra civile americana, iniziò a coinvolgere le madri promuovendo momenti conviviali per favorire conoscenza reciproca e scambio di riflessioni sui conflitti dell’epoca. Penso che oggi avrebbe una valenza interessante, almeno dal punto di vista sociologico, far sedere allo stesso tavolo una mamma ucraina, una russa, una iraniana,  una statunitense… e così via per le altre guerre attuali  nel mondo. Ma la Festa della mamma con il significato odierno di “espressione pubblica di amore e gratitudine per le madri”,risale alla prima decade del ‘900 per opera di Anna Jarvis, figlia di Ann Reeves Jarvis; la sua iniziativa fu apprezzata ed ebbe un largo seguito, infatti fu ufficializzata nel 1914.

In Italia la moderna Festa della mamma è nata negli anni ’50 del ‘900 da due differenti filoni: una organizzata dal parroco di una frazione di Assisi per motivi religiosi  (per i cattolici maggio è il mese della Madonna, Madre di tutti), l'altra per scopi commerciali in Liguria (maggio è un periodo ricco di fioriture).

Ci sono mamme naturali, mamme adottive, mamme che sbagliano, mamme-nonne, mamme-bisnonne ma di sicuro non si smette mai di ricoprire questo ruolo e di essere una presenza imprescindibile nella nostra vita. Penso che il motivo sia che è la figura materna di cui  avremo per sempre il ricordo indelebile: si è presa cura di noi, ci ha protetto, ci ha insegnato a camminare con le nostre gambe, ci ha dato la sua attenzione appena ha saputo del nostro arrivo, sa alleviare le nostre sofferenze, anche da adulti continua a tenerci la sua mano protettiva sulla spalla, si preoccupa per noi fino all’ultimo suo giorno.

Una cosa  che  mi colpisce da sempre è che gli anziani in punto di morte chiamano la mamma… non papà, non fratelli o sorelle, non marito e non figli. Questo fatto probabilmente ha una motivazione psicologica ma di certo è anche giustificato da quanto ho scritto poco sopra.

Certo ci sono figli irriconoscenti che non ne riconoscono il valore e madri che compiono atti inspiegabili, questo bisogna ammetterlo, ma sono casi isolati a cui proprio per la loro malvagità viene dato un triste risalto.

Un recente studio ha riportato alla luce l’episodio di una prima Festa della mamma a Brescia nel 1952 organizzata dalla direttrice della scuola civica, su esempio di altre nazioni. Nonostante alcune colleghe cercarono di dissuaderla, lei perseguì il suo intento ottenendo un riscontro positivo da parte di molte mamme delle scolare del suo istituto scolastico.

Per celebrare questa giornata solitamente si fa un regalo alla propria mamma, o le si dona un fiore o una poesia a lei dedicata. Con alcuni versi di una poesia, scritta tre anni fa a quattro mani con un mio amico per le nostre mamme, voglio fare un augurio a tutte le mamme per quello che riescono ad essere prima ancora che a fare:

“L’amore di una mamma ti aiuterà

ad affrontare ogni avversità.

Quando sarai in difficoltà

la tua mamma come una fiamma arderà

e ti riscalderà,

per proteggerti da  chi cattivo ti vuole far diventare

e per farti circondare da chi la gioia ti vuole donare.

 

M di Mamma che unito diventa il suo cuore,

l’unico capace di scacciare ogni mio malumore

semplicemente con il suo amore.

La mia mamma ha una marcia in più

perché capisce subito quando il mio morale è giù

e in  un battibaleno

sa regalarmi un arcobaleno.

[…]”

Valentina Bottini

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Il Gusto di Busto

Viaggio mensile, accompagnati dal Magistero dei Bruscitti, nelle ricette e nei piatti di ieri, più attuali e apprezzati che mai, con la Confraternita fondata da Bruno Grampa nel novembre del 1975. Obiettivo di allora, creare un sodalizio che salvasse, valorizzasse e diffondesse la conoscenza della tradizione della cucina bustocca.

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