Sant’Anna e il suo piccolo angelo: oggi è stato un Primo Maggio che il villaggio di Busto Arsizio – più che mai si sente questa veste, questo modo di vivere la comunità – che non verrà mai dimenticato. Quello in cui l’abbraccio al piccolo Matteo, scomparso a 4 anni (LEGGI QUI), è diventato visibile, un pellegrinaggio continuo alla chiesetta della scuola materna di Maria Nazareth.
Un omaggio composto alla piccola bara bianca, per l’intera giornata, fino al rosario. E che sabato diventerà saluto corale con il funerale del bimbo, alle ore 10.30, nella chiesa parrocchiale: l'omelia sarà tenuta da padre Angelo, cugino della mamma. Nessuno riesce a trattenere le lacrime nella penombra della chiesa che accarezza il bimbo e i suoi cari, un contrasto struggente con il sole che splende fuori. Don David Maria Riboldi (che celebrerà i funerali domani) questa mattina era lì, spesso sulle panche laterali, ad ascoltare e confortare chi si staccava dalla famiglia dopo aver espresso le condoglianze e si dirigeva verso di lui.
C’è dolore, ma anche tanto, tantissimo amore: è ciò che si avverte a Sant’Anna in queste ore. Vicinanza, discrezione, desiderio di non lasciare soli i familiari in questo momento e in futuro.
L’assessore alle Politiche educative Chiara Colombo ha voluto porgere le proprie condoglianze alla famiglia con una lettera: «Con profonda commozione e sincero dolore desidero esprimere, a nome mio personale e dell’Amministrazione, la più sentita vicinanza per la perdita del vostro caro Matteo. La sua scomparsa lascia un vuoto che tocca non solo voi, ma l’intera comunità scolastica e cittadina. In momenti come questi, le parole faticano a trovare la giusta misura per esprimere il cordoglio e la partecipazione a un dolore così grande. Vogliate accogliere il nostro pensiero affettuoso e il più profondo sentimento di solidarietà. Ci uniamo al vostro lutto con rispetto e partecipazione, custodendo il ricordo del vostro bambino con sincera commozione».
Quel bambino che ha combattuto tanto contro la malattia: «Gli avevamo tenuto il posto all’asilo con la speranza di reintegrarlo presto. Invece la vita non gli è andata incontro» osserva commossa ancora Chiara Colombo.
Quell’asilo, quel villaggio, che non scorderanno mai Matteo.










