Economia | 30 aprile 2026, 10:50

Mercato del lavoro, il paradosso di Varese: «Domanda elevata ma competenze sempre più difficili da trovare»

I dati dell'ente camerale fotografano una situazione contraddittoria: pur continuando a generare domanda di lavoro si evidenzia una crescente difficoltà nel reperire lavoratori che abbiano le competenze richieste. Il presidente Vitiello: «Diventa cruciale rafforzare l’attrattività complessiva del territorio, non solo in termini di opportunità professionali ma anche di condizioni di vita che permetta ai giovani di scegliere di restare»

Mercato del lavoro, il paradosso di Varese: «Domanda elevata ma competenze sempre più difficili da trovare»

Il sistema produttivo del territorio di Varese sta vivendo l’epoca del paradosso: pur continuando a generare domanda di lavoro si evidenzia tuttavia una crescente difficoltà nel reperire lavoratori che abbiano le competenze richieste. Questo è quanto emerge dall’elaborazione dei dati, disponibile su OsserVa, effettuata dall’Ufficio Analisi Economiche della Camera di Commercio di Varese, che restituisce una fotografia del mercato del lavoro provinciale in cui dinamismo economico e criticità coesistono e si intrecciano. 

Secondo i dati Istat del 2025, il mercato del lavoro per i residenti nella provincia di Varese ha mostrato un miglioramento, con il tasso di occupazione che si avvicina al 70% e la disoccupazione che ha toccato livelli fisiologici (3%). Se da un lato questo scenario evidenzia una dinamica positiva, dall’altro comporta un assottigliamento del bacino di forza lavoro disponibile con un conseguente incremento delle difficoltà di reperimento di manodopera che, secondo gli ultimi dati del Sistema Informativo Excelsior, hanno raggiunto il 51% delle entrate di personale previste dalle imprese varesine. Sebbene nell’ultimo triennio il dato sembri essersi stabilizzato, il confronto storico evidenzia una notevole crescita: nel 2017 l’indicatore era fermo al 25%, esattamente la metà rispetto a oggi. 

Tale criticità è strettamente connessa anche al declino demografico, con classi giovanili sempre più esigue che rendono complesso il naturale ricambio generazionale. "La crescita della domanda di lavoro si scontra oggi con una disponibilità di competenze sempre più limitata - evidenzia Mauro Vitiello, presidente della Camera di Commercio di Varese -. Di conseguenza, diventa cruciale rafforzare l’attrattività complessiva del territorio, non solo in termini di opportunità professionali ma anche di condizioni di vita che permetta ai giovani di scegliere di restare".

Oltre alla questione quantitativa di carattere generale, emerge anche un mismatch relativo ad alcune figure professionali richieste dal territorio. In una zona a forte vocazione manifatturiera come quella del territorio della provincia di Varese, le criticità maggiori si concentrano proprio nell’area produttiva, in particolare per i profili specializzati (73% per gli operai specializzati) e nel reclutamento delle professioni tecniche (60%). Le difficoltà persistono anche per le qualifiche alte come dirigenti, professioni intellettuali e scientifiche (55%). Oltre alle aree più ampie, all'interno di ognuna di esse si riscontrano specifici segmenti professionali difficili da reperire. Ad esempio, limitando l'analisi al solo settore privato, i dati Excelsior evidenziano criticità significative nelle professioni sanitarie, dove si registra una difficoltà di reperimento pari al 93% per i medici, al 77% per gli specialisti della vita (come biologi, farmacologi e farmacisti) e al 73% per i tecnici della salute (inclusi infermieri, ostetriche, tecnici diagnostici, assistenziali e della prevenzione). 

Anche la ricerca di personale qualificato nelle discipline STEM (Science, Technology, Engineering, and Mathematics) presenta criticità, con punte del 70% nel caso di ricerca di ingegneri e 69% per gli specialisti in matematica, chimica e fisica. Un ulteriore elemento da sottolineare è la difficoltà di reperimento di professioni collegate alla transizione digitale e ambientale: analisti e specialisti nella progettazione di applicazioni (79%), esperti di reti e database (73%), tecnici della sicurezza e della protezione ambientale (69%). Questo accade perché la corsa verso l'intelligenza artificiale e l’attenzione sempre più crescente alle tematiche riguardanti la sostenibilità ha spinto le aziende a cercare figure specializzate che il mercato non riesce ancora a fornire in numero sufficiente, creando un forte divario tra le competenze richieste e quelle effettivamente disponibili. 

“Proprio in questa direzione — ha continuato Vitiellosi colloca il progetto "Vieni a Vivere a Varese", che si sta consolidando grazie alle sinergie create con le agenzie immobiliari, il sistema bancario e, a breve, con le agenzie interinali. L'obiettivo è agire come collante per iniziare a gettare le basi per colmare le lacune attuali, contrastando il mismatch occupazionale, l'inverno demografico e la fuga di talenti. In particolare, Vieni a Vivere a Varese promuove un strumento tangibile per promuovere l'insediamento e il radicamento delle persone, contribuendo così a supportare le necessità del sistema produttivo locale”. 

In questo contesto, la difficoltà di reperimento oltre che riguardare il mercato del lavoro in senso stretto, richiama il tema più ampio della capacità del territorio di attrarre e trattenere persone, in particolare giovani e profili qualificati, in grado di sostenere nel tempo la competitività del sistema economico locale.

C.S.

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