Scuola | 20 aprile 2026, 18:02

Famiglia Bustocca, un ciclo di incontri dedicato all’arte nel segno di Angelo Castiglioni

La collezione da lui offerta alla Croce Rossa viene valorizzata attraverso un nuovo progetto espositivo pensato per la comunità. Appassionata la lezione della professoressa Luciana Ruffinelli dedicata all’arte classica

Famiglia Bustocca, un ciclo di incontri dedicato all’arte nel segno di Angelo Castiglioni

Lunedì 20 aprile si è aperto nel segno di Angelo Castiglioni il nuovo ciclo di incontri dedicati alla storia dell’arte promosso dalla Famiglia Bustocca. La figura del donatore, ricordata con profonda riconoscenza, ha rappresentato il punto di partenza ideale per un’iniziativa che unisce memoria, valorizzazione culturale e divulgazione. La sua collezione di oggetti recuperati presso l’ospedale alla Croce Rossa, oggi accolta e resa visibile, non è soltanto un patrimonio conservato, ma un’eredità viva, restituita alla comunità attraverso un progetto che ne racconta il significato e la storia.

In questo contesto si inserisce la decisione di realizzare un armadio espositivo corredato da spiegazioni dettagliate, trasformando una semplice raccolta in un percorso di conoscenza accessibile a tutti. Un gesto che interpreta pienamente lo spirito della Famiglia Bustocca e che ha dato ulteriore valore all’avvio del ciclo di lezioni, fortemente voluto dai soci.

Gli incontri sono stati affidati alla professoressa Luciana Ruffinelli, che ha inaugurato il percorso con una lezione dedicata all’arte classica, coinvolgendo il pubblico con passione e competenza e suscitando grande interesse.

L’arte greca e la nascita dell’ideale classico

Il cuore della lezione è stato dedicato all’arte greca, in particolare al periodo classico, che si colloca tra la metà del V e il IV secolo avanti Cristo. Si tratta dell’epoca di Pericle, un momento di straordinario splendore per Atene, segnato dalla vittoria sui Persiani e da una fioritura culturale senza precedenti. In questo contesto, le risorse della polis vengono indirizzate anche verso la produzione artistica, dando origine a opere che incarnano un ideale di perfezione.

Il termine “classico” viene ricondotto a una dimensione sociale precisa, quella del ceto che poteva permettersi cavallo e armatura, identificato come “classe”. Da qui nasce un’arte che esprime equilibrio, armonia e proporzione, riflettendo un ideale filosofico profondo. Secondo il pensiero greco, infatti, il mondo sensibile è una copia imperfetta di un’idea superiore, collocata nell’iperuranio. L’artista, quindi, non si limita a imitare la realtà, ma seleziona e combina le parti più perfette per avvicinarsi a un modello ideale.

Dall’arcaismo alla perfezione: la scultura greca

Il passaggio dall’arte arcaica a quella classica segna un’evoluzione fondamentale. Le sculture arcaiche, caratterizzate dal cosiddetto “sorriso arcaico”, presentano una rigidità formale in cui il movimento è appena accennato. Con l’età classica, invece, si raggiunge un livello di perfezione senza precedenti.

Emblematica è l’opera di Policleto, autore del Doriforo, che rappresenta un atleta armato in posizione di equilibrio perfetto. L’artista elabora un vero e proprio canone delle proporzioni, stabilendo che la testa debba essere un ottavo del corpo e introducendo il principio della ponderazione, ovvero l’equilibrio tra le parti del corpo attraverso il gioco degli arti opposti.

Allo stesso modo, Mirone con il Discobolo non raffigura lo sforzo fisico, ma idealizza il movimento, trasformandolo in una composizione armonica e geometrica. L’attenzione non è rivolta alla realtà immediata, ma alla sua trasfigurazione ideale.

Altre opere significative, come l’Auriga di Delfi, mostrano una crescente attenzione alla resa anatomica, pur mantenendo un’impostazione idealizzata. I Bronzi di Riace, riemersi dal mare in epoca moderna, testimoniano ulteriormente il livello raggiunto nella rappresentazione del corpo umano, dove proporzione, equilibrio e naturalezza si fondono in modo straordinario.

Architettura greca e ricerca della proporzione

L’arte classica non si esprime solo nella scultura, ma anche nell’architettura, dove la ricerca della proporzione si traduce negli ordini architettonici. Il dorico, con le sue forme robuste e scanalature marcate, rappresenta la solidità; lo ionico, riconoscibile per le volute del capitello, introduce maggiore eleganza; il corinzio, con le foglie d’acanto, raggiunge un livello decorativo più raffinato.

Il Partenone di Atene costituisce il culmine di questa ricerca. Costruito per sostituire edifici precedenti distrutti durante le guerre persiane, il tempio presenta una perfetta armonia tra le parti, arricchita da elementi sia dorici sia ionici. Le decorazioni scultoree, attribuite alla direzione di Fidia, mostrano una straordinaria capacità di adattare le figure agli spazi architettonici, in particolare nei frontoni triangolari, dove le pose variano dalla posizione distesa a quella eretta.

Nel corso dei secoli, il Partenone ha subito numerose trasformazioni, diventando prima chiesa cristiana, poi moschea e infine subendo gravi danni durante un bombardamento veneziano, a testimonianza della sua lunga e complessa storia.

L’arte ellenistica: emozione e dinamismo

Con l’età ellenistica si assiste a un cambiamento significativo. L’ideale di perfezione lascia spazio all’espressione dei sentimenti, al movimento e alla verità psicologica. Le opere diventano più dinamiche e coinvolgenti, rappresentando non più un modello astratto, ma la complessità dell’esperienza umana.

Questa evoluzione segna una rottura con l’equilibrio classico e apre la strada a nuove forme espressive, più vicine alla sensibilità individuale.

L’arte romana: tra politica e utilità sociale

La lezione si è poi spostata sull’arte romana, distinguendo tra periodo monarchico, repubblicano e imperiale, con particolare attenzione a quest’ultimo, considerato il più significativo dal punto di vista artistico.

A differenza dell’arte greca, quella romana è fortemente legata a finalità politiche e sociali. Le opere non servono solo a celebrare la bellezza, ma anche a affermare la grandezza di Roma e a migliorare la vita dei cittadini. Nascono così infrastrutture imponenti come fori, acquedotti, terme, anfiteatri, ponti e basiliche.

L’introduzione dell’opus cementicium, una miscela di malta, sassi e mattoni, permette di realizzare strutture innovative, soprattutto grazie all’uso dell’arco, ereditato dagli Etruschi. Questa tecnica consente la costruzione di edifici curvilinei e complessi, come il Colosseo e il Teatro di Marcello.

Infrastrutture e monumenti: il volto della Roma imperiale

Le strade romane rappresentano uno degli esempi più evidenti della loro attenzione all’utilità pubblica, così come gli acquedotti, progettati con grande precisione per garantire il flusso dell’acqua attraverso l’uso di arcate.

Il Colosseo, con i suoi tre ordini sovrapposti e l’attico, testimonia la capacità ingegneristica romana, mentre il foro si configura come il centro della vita pubblica, una sorta di equivalente dell’acropoli greca, ma con una funzione più politica che religiosa.

Tra i monumenti più significativi emerge il Pantheon, tempio dedicato a tutte le divinità, caratterizzato da una struttura innovativa con una grande cupola che influenzerà architetti come Brunelleschi e Michelangelo.

L’Ara Pacis celebra la pace instaurata da Ottaviano Augusto dopo le campagne in Spagna e Gallia, attraverso un complesso programma decorativo che racconta simbolicamente la stabilità dell’Impero.

Gli archi trionfali, come quelli di Augusto, Tito e Costantino, narrano le imprese militari attraverso rilievi scolpiti, mentre la Colonna Traiana, con la sua decorazione a spirale, offre una dettagliata rappresentazione delle campagne contro i Daci, integrando al suo interno una scala a chiocciola perfettamente progettata.

Un incontro di grande valore culturale

La lezione della professoressa Ruffinelli ha saputo coniugare rigore scientifico e capacità divulgativa. Questo primo appuntamento rappresenta solo l’inizio di un percorso che si preannuncia ricco di spunti e di scoperte, nel segno della passione per l’arte e della condivisione del sapere.

Laura Vignati

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