Sociale | 16 aprile 2026, 08:01

I NUMERI. La solidarietà è servita: così nel territorio il cibo non va perduto, ma è un dono

Una serata del Rotary accende i riflettori su Siticibo e Banco Alimentare. Tra testimonianze, riconoscimenti e dati, emerge il ruolo chiave di Busto Arsizio con i suoi 50 volontari

Una serata dedicata al valore della solidarietà. Al Dinner di Legnano si è svolta una serata promossa dal Rotary Club Busto Arsizio Gallarate Legnano per presentare l’attività di Siticibo e del Banco Alimentare. Un incontro partecipato che ha unito informazione, testimonianze e momenti istituzionali, partendo da un gesto concreto: la donazione di 1.500 euro effettuata dal Rotary nel mese di dicembre per l’acquisto di un abbattitore di temperatura, strumento fondamentale per la conservazione del cibo recuperato.

I protagonisti e gli interventi
 

A introdurre e approfondire il tema sono stati Dario Mazzucchelli, responsabile di Siticibo per conto del Banco Alimentare, affiancato da Bruno De Angeli, referente locale di Busto Arsizio e volontario attivo. Durante la serata, Mazzucchelli ha illustrato l’attività attraverso filmati e testimonianze, soffermandosi in particolare sul significato del “dono”, inteso come gesto capace di generare valore reciproco: per chi riceve e per chi offre. Un primo video ha raccontato proprio questa dimensione umana della solidarietà, declinata nell’aiuto agli anziani, nel supporto scolastico e nella condivisione del cibo.

Come funziona Siticibo ogni giorno
 

Un secondo filmato ha mostrato nel dettaglio il funzionamento quotidiano di Siticibo: il percorso dei furgoni, il recupero delle eccedenze da mense e grande distribuzione, e la successiva distribuzione agli enti caritativi. L’attività è interamente basata sul volontariato. Al mattino presto vengono raccolti i cibi cotti del giorno precedente, abbattuti rapidamente di temperatura da oltre 60 gradi a circa 3 gradi grazie all’abbattitore, catalogati e suddivisi in porzioni. Parallelamente, i volontari passano dai panifici per ritirare il pane invenduto e recuperano anche prodotti scartati dai supermercati perché non più commercialmente vendibili. Tutto viene poi distribuito a strutture caritative, tra cui Caritas e realtà religiose.

I numeri storici e il contesto normativo


Nel corso della presentazione sono stati ricordati anche dati precedenti: nel 2018 Siticibo aveva già raggiunto risultati significativi con 207mila chilogrammi di cibo recuperato, 32mila porzioni distribuite e un valore economico stimato di 91mila euro. Un’attività resa possibile anche grazie alla legge del Buon Samaritano del 2003, che ha favorito il recupero e la redistribuzione delle eccedenze alimentari.

Busto Arsizio: una rete solida e attiva
 

Particolarmente rilevante il focus su Busto Arsizio, dove operano circa cinquanta volontari. Nel 2025, il recupero di alimenti dalle scuole cittadine – Bertacchi, Tommaseo, Crespi, Manzoni, Pieve di Cadore e Bossi – ha raggiunto un valore complessivo di oltre 39mila euro, di cui 6.186 euro per prodotti secchi e circa 33mila euro per il cibo cotto. Sempre nel 2025, dalle mense aziendali – tra cui Leonardo, Malpensa e l’ospedale di Busto Arsizio – sono stati recuperati alimenti per un valore di circa 61mila euro. A questi si aggiungono circa 2mila euro derivanti dalle eccedenze dei panifici. Complessivamente, il valore del cibo recuperato sul territorio bustocco si attesta intorno ai 100mila euro annui.

Il sistema di raccolta e distribuzione consente di sostenere numerose realtà caritative locali. Il cibo viene consegnato quotidianamente alle Caritas cittadine e ai Frati di Busto Arsizio, contribuendo a supportare persone e famiglie in difficoltà. L’attività ha anche un importante impatto ambientale, riducendo lo spreco alimentare e i costi di smaltimento, che altrimenti richiederebbero processi complessi e onerosi.

Il ruolo del Banco Alimentare in Lombardia
 

Il Banco Alimentare della Lombardia si conferma tra i più efficienti a livello europeo e sostiene anche altre regioni. Dal magazzino di Muggiò, nel 2025, sono stati distribuiti a favore dei residenti di Busto Arsizio 230mila chilogrammi di alimenti, pari a circa 461mila pasti, per un valore medio di 672mila euro. I beneficiari sono 2817 persone, assistite da 23 strutture caritative, di cui 12 nel comune e 11 fuori dal territorio.
Durante la serata è stato proiettato anche un filmato dedicato all’iniziativa benefica svoltasi domenica 12 aprile in via Milano a Busto Arsizio. In quell’occasione, un centinaio di persone si è avvicinato al banco dove venivano realizzati e venduti kokedama, particolari composizioni vegetali. L’evento ha permesso di raccogliere 1225 euro, interamente devoluti a Brainy Ets per la ricerca sui tumori cerebrali.

Riconoscimenti e vita del club
 

Momento significativo della serata è stata la consegna del Paul Harris Fellow a Giovanna Anzini, socia del Rotary da 17 anni, premiata per la sua generosità e il costante impegno. Il presidente Carlo Casavecchia ha inoltre illustrato il calendario dei prossimi appuntamenti del club: il 22 aprile un incontro con Alfa, gestore degli acquedotti del Varesotto; dall’1 al 3 maggio una gita sociale al Frejus vicino a Saint Tropez; il 6 maggio la presentazione di un libro di Marilena Lualdi; il 13 maggio la celebrazione dei 100 anni del ricamificio Vittorio; il 16 maggio l’assemblea; il 24 maggio il cinquantesimo anniversario del Rotary a Malnate; infine il 2 luglio il passaggio di consegne a Robecco sul Naviglio, con la presidenza che passerà da Carlo Casavecchia a Luana Cattaneo.
La serata ha restituito l’immagine di una rete solida, capace di unire volontariato, istituzioni e cittadini attorno a un obiettivo comune. Tra numeri significativi e storie concrete, emerge con chiarezza come il recupero alimentare rappresenti non solo un aiuto immediato, ma anche un modello sostenibile e replicabile di solidarietà.

Laura Vignati

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