«Puoi avere un bite perfetto per le tue necessità. Ma se hai delle tensioni mandibolari chi se ne occupa?». Gabriele Conserva, osteopata e massoterapista, sintetizza con un esempio specifico quella che è sempre più considerata un’esigenza generale: la collaborazione. Magari tra l’odontoiatra-gnatologo e, appunto, l’osteopata. Un lavoro in sinergia, nel nome della salute e del benessere del paziente, che San Carlo Istituto Clinico promuove.
Anche con un “Care day” dedicato all’Osteopatia cranio-mandibolare, in programma sabato 11 aprile. Consulenze gratuite su prenotazione finalizzate a valutare sintomi e l’eventuale utilità dell’approccio osteopatico per affrontarli, dal dolore mandibolare alle cefalee, dalle cervicalgie alle difficoltà nei movimenti della bocca, come apertura limitata e rumori articolari.
«Questi problemi possono essere legati a disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM) che coinvolgono non solo la mandibola ma anche muscoli e postura. L’intervento manuale dell’osteopata – ricorda il dottor Conserva - aiuta a migliorare la mobilità della mandibola e a ridurre le tensioni, favorendo l'equilibrio complessivo. La valutazione del dentista-gnatologo, l’eventuale utilizzo del bite, che equilibra il morso e rende i risultati più efficaci e duraturi, l’azione dell’osteopata possono essere gli elementi di un circolo virtuoso. Il “Care day” è l’occasione per un primo contatto. Anche per informarsi».
Quella dell’osteopata è, in effetti, una figura che stenta, nell’immaginario di molti, a emanciparsi da vecchi stereotipi. «Scrocchiaossa – sorride il dottor Conserva – tanti ci identificano ancora così. In realtà, gran parte della nostra azione si concentra sul detensionamento, lavoriamo sull’apparato muscolo-scheletrico con tecniche e strumenti dalla scarsa invasività».
Oggi l’osteopata, oltre a trattare sofferenze associate in modo tipico alla sua figura (come contratture, lombalgie, cervicalgie…) può intervenire in ambiti più inaspettati agli occhi del profano. Se le terapie in ambito cranio-sacrale sono intuitivamente associate al suo lavoro, possono rientrare nella sfera d’azione, a titolo di esempio, problemi a stomaco, intestino o fegato, colon irritabile o disturbo gastroesofageo. «Torna il tema della collaborazione – sottolinea il dottor Conserva – nei casi citati con il gastroenterologo. In generale, è nota l’efficacia dell’approccio multidisciplinare e del lavoro in rete. Si tratta di un modus operandi che in San Carlo viene utilizzato e promosso».
Non a caso coordinate e scopi del Care Day sono stati comunicati allo staff dell’Odontoiatria, attivo nella nuova sede di via Crispi, così da garantire informazioni dirette ai pazienti. Tutti gli interessati trovano i dettagli sul sito e sui canali social di San Carlo. Prenotazioni QUI.










