La scuola perde una figura rara, di quelle che non si limitano a “fare” il proprio lavoro, ma lo incarnano fino in fondo. È scomparso Giulio Ramolini, classe 1951, dirigente scolastico apprezzato e uomo capace di lasciare un segno profondo in ogni ambiente che ha attraversato.
Per anni punto di riferimento al liceo scientifico Arturo Tosi di Busto Arsizio e successivamente al liceo scientifico Gb Grassi di Saronno, Ramolini ha rappresentato un modello di leadership concreta, fatta di presenza quotidiana, ascolto e capacità organizzativa fuori dal comune. Prima ancora, aveva maturato una lunga e significativa esperienza come vicepreside all’Istituto Professionale Verri, contribuendo in modo determinante alla crescita dell’istituto.
La sua carriera era iniziata in aula, dove aveva insegnato geografia e poi lettere. E proprio lì si era fatta conoscere la sua qualità più autentica: essere un insegnante vero, capace di coinvolgere, di appassionare, di costruire relazioni. Non era solo preparato: era presente, umano, sempre disponibile. Per molti studenti e colleghi è stato un riferimento non solo professionale, ma anche personale.
Chi lo ha conosciuto lo ricorda come una persona simpaticissima, energica, instancabile. Un uomo atletico, amante dello sport e della vita all’aria aperta: nuotatore in acque libere, appassionato di sci e di moto, partecipava con entusiasmo a sfide impegnative come la traversata dei laghi tra Angera e Arona. Non si tirava mai indietro, né nello sport né nel lavoro.
Dietro ogni incarico, ogni progetto, ogni giornata scolastica c’era la sua impronta: organizzatore meticoloso e creativo, capace di risolvere problemi con rapidità e intelligenza, sempre pronto a “darsi da fare” senza risparmiarsi. La sua vivacità non era solo caratteriale, ma operativa: trasformava le idee in azioni, le difficoltà in soluzioni.
Abitava a Castano Primo, dopo aver vissuto anche a Olgiate Olona, ed era originario di Castellanza. Luoghi diversi, un unico filo conduttore: una presenza viva, concreta, ricordata ovunque con affetto e stima.
Con la sua scomparsa se ne va un professionista esemplare, ma soprattutto una persona autentica, di quelle che rendono migliore l’ambiente in cui operano. Resta il ricordo di un uomo entusiasta, attivissimo, capace di trasmettere energia e passione.
E resta, soprattutto, il segno che ha lasciato: nelle scuole che ha guidato, nei colleghi con cui ha lavorato, negli studenti che ha formato. Un segno destinato a durare.










