Valle Olona | 03 aprile 2026, 11:00

Il Rione Insü dona il campanile di San Giulio al parroco

I volontari della storica associazione castellanzese hanno deciso di fare omaggio di una copia della torre campanaria appena restaurata a don Gianni Giudici

È un dono certamente significativo e fortemente legato alle radici e alle tradizioni della città di Castellanza quello che ha voluto fare il Rione Insü ha voluto fare in occasione della santa Pasqua di quest’anno al parroco don Gianni Giudici.

I volontari, infatti, nella giornata di mercoledì 1 aprile hanno regalato al parroco una riproduzione del campanile della chiesa di San Giulio: «In molti ricorderanno che quest’anno la Gioeubia era dedicata proprio alla torre campanaria – spiega il presidente Giuseppe Visentini – di cui teneva in mano una riproduzione fedele.
Ad accenderla, alla fine di gennaio, è stato proprio don Gianni Giudici, che ammirando l’opera dei volontari ha osservato che fosse un peccato bruciarla».

Da quel commento è nata l’idea: perchè non ricostruire un modellino della torre campanaria da donare al parroco in ricordo non solo della Gioeubia 2026, ma anche del lungo percorso di restauro che ha portato alla rinascita del campanile di San Giulio?

«Abbiamo lavorato per creare una copia di quello realizzato a gennaio – prosegue Visentini – aumentando leggermente le dimensioni e curando maggiormente i dettagli; ci è parso un bel gesto donarlo a don Gianni, che lo ha accettato con piacere e lo ha posizionato nel suo ufficio».

Una piccola cosa a gli occhi di tanti, forse, ma che ben riassume il ruolo della storica associazione castellanzese: «Il Rione Insü – ha sottolineato il sindaco Cristina Borroni – da sempre è il depositario e il rappresentante della storia della nostra città, di cui tramanda alcune delle tradizioni più antiche, come ad esempio quella della Gioeubia.
Anche questo gesto testimonia come siano consapevoli di essersi assunti questo ruolo, che è importantissimo per Castellanza e per i castellanzesi; per questo mi auguro che nuovi volontari si uniscano a loro, in maniera tale da tenere vivi questi significativi momenti che da sempre sono parte della vita della nostra comunità».

Loretta Girola

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