Politica | 03 aprile 2026, 13:55

Regione, Licata: «Sistema manifatturiero pilastro dell’economia lombarda da sostenere. Su Beko attenzione sempre alta»

In una fase geopolitica delicata, «è importante sostenere la capacità industriale interna per escludere rischio di delocalizzazione, perdita di competenze e riduzione della base produttiva», afferma il consigliere regionale di Forza Italia, che ha richiesto un impegno in questo senso durante la Sessione europea dell’assise lombarda. Il suo emendamento riguarda da vicino anche la vicenda Beko Europe

Il consigliere Licata (al centro) interviene durante la Sessione europea a Palazzo Pirelli

Il consigliere Licata (al centro) interviene durante la Sessione europea a Palazzo Pirelli

«Misure europee a sostegno dei settori manifatturieri strategici, per garantire condizioni di concorrenza eque rispetto ai produttori extra-Ue, anche attraverso interventi sul costo dell’energia, sull’accesso alle materie prime, sull’armonizzazione normativa e sul contrasto alle pratiche di dumping».
È quanto prevede l’emendamento presentato dal consigliere regionale di Forza Italia Giuseppe Licata e approvato questa settimana nell’ambito della Sessione europea dell’assise lombarda.
Un tema che riguarda anche la provincia di Varese, con il caso emblematico dello stabilimento Beko Europe di Cassinetta di Biandronno, per il quale 28 aprile si terrà un nuovo incontro al Ministero: «L’attenzione istituzionale a tutti i livelli resta alta, affinché gli investimenti del gruppo continuino ad essere garantiti in questo sito produttivo», afferma Licata.

Consigliere Licata, nell’ambito della Sessione europea dell’assise regionale, lei si è concentrato in particolare sul sostegno dei settori manifatturieri strategici. Come mai questa scelta?
«Il sistema manifatturiero rappresenta un pilastro fondamentale dell’economia europea e lombarda, sia in termini di occupazione sia per il valore generato lungo le filiere produttive. È importante sostenere la capacità industriale interna e questa delicata fase geopolitica – caratterizzata da tensioni internazionali, instabilità energetica e riorganizzazione delle catene di approvvigionamento – richiede un approccio integrato che va oltre le tradizionali politiche industriali, per escludere il rischio di delocalizzazione, perdita di competenze e riduzione della base produttiva».

Che cosa prevede concretamente il suo emendamento approvato dall’Aula?
«L’emendamento chiede l’adozione a livello europeo di misure a sostegno dei settori manifatturieri strategici, per garantire condizioni di concorrenza eque rispetto ai produttori extra-Ue, anche attraverso interventi sul costo dell’energia, sull’accesso alle materie prime, sull’armonizzazione normativa e sul contrasto alle pratiche di dumping, al fine di preservare la capacità produttiva e occupazionale del settore all’interno dell’Unione».

Applia, l’associazione che riunisce le aziende che operano in Italia nel settore degli elettrodomestici, ha evidenziato come l’impegno della Ue sul fronte degli obiettivi climatici non sia stato affiancato da uno sforzo altrettanto importante sulle politiche industriali. Il suo intervento vuole rispondere all’appello dei produttori?
«Sì, la mia proposta va nella direzione di dare una risposta all’appello lanciato da Applia all’Unione Europea con cui  si chiede di mettere in atto un piano d’azione in grado di salvaguardare in particolare la produzione di elettrodomestici, messa a dura prova dalla concorrenza asiatica, dal crollo demografico e dalla perdita di potere d’acquisto delle famiglie, prevedendo anche un intervento sul costo dell’energia, alla luce della situazione in Medio Oriente che sta causando rialzi di petrolio e gas».

Il tema riguarda da vicino la provincia di Varese, con il caso emblematico dello stabilimento Beko Europe di Cassinetta di Biandronno.
«Anche il gruppo Beko Europe ha evidenziato le difficoltà del comparto degli elettrodomestici nel competere con produzioni extra-Ue caratterizzate da costi energetici, normativi e del lavoro significativamente inferiori, nonché l’impatto crescente delle importazioni provenienti da Paesi terzi.
La preoccupazione è dovuta in particolare per il rapidissimo incremento delle importazioni dalla Cina che sta riversando la sua sovraproduzione anche nel nostro Paese dopo l’introduzione dei dazi Usa».

Lo scorso gennaio si è tenuto un incontro in Regione con azienda e sindacati. L’attenzione della politica per le istanze dei lavoratori rimane alta anche in questa fase?
«Nel corso dell’ultimo incontro la Beko ha confermato che lo stabilimento di Cassinetta resterà il polo di riferimento Beko Europe per la produzione di elettrodomestici da incasso, ma resta la sfida del recupero dei volumi produttivi, considerato fondamentale per riportare lo stabilimento alla piena competitività sul mercato, obiettivo a cui dovranno contribuire i nuovi prodotti e gli investimenti annunciati.
Il 28 aprile è atteso un nuovo incontro al Ministero. L’attenzione istituzionale a tutti i livelli resta alta, affinché gli investimenti del gruppo continuino ad essere garantiti nel sito produttivo di Cassinetta».

Ipe

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