Scuola | 09 marzo 2026, 13:27

“Diversi ma uguali”: alle medie Bellotti oltre 300 studenti a lezione di parità di genere

Sesta edizione dell'iniziativa all'IC Bertacchi di Busto, a Sant'Edoardo. Tra linguaggio inclusivo, carriere Stem e “Codice rosso”, la referente Cristina Longhi: «Li aiutiamo a diventare cittadini migliori»

Una mattinata di riflessione, incontri e lavori pratici per smontare gli stereotipi e costruire una reale parità di genere a partire dai banchi di scuola. Questa mattina, all'interno delle scuole medie Biagio Bellotti di via Busona a Busto, nel quartiere Sant'Edoardo, è andata in scena la sesta edizione del progetto "Diversi ma uguali". L'iniziativa ha coinvolto i 322 alunni della scuola media che fa parte dell'istituto comprensivo Bertacchi guidato dal dirigente Dennis Bignami, trasformando le aule e spazi in veri e propri cantieri educativi. 
I lavori, iniziati alle 8:30, hanno visto i ragazzi dividersi per fasce d'età, affrontando la complessa tematica della disparità tra uomo e donna sotto diverse lenti d'ingrandimento. A coordinare la mattinata è stata la professoressa Cristina Longhi, referente per la legalità dell'istituto, in una iniziativa che ha coinvolto tutto il corpo docenti. «È il sesto anno che facciamo un'iniziativa di questo tipo – spiega la docente – e ci teniamo particolarmente. Non è solo un evento scritto nella legge, ma crediamo davvero che valorizzi i nostri ragazzi per aiutarli a diventare cittadini migliori, speriamo migliori di noi adulti».

Il programma, ricco e articolato, è stato calibrato sulle diverse età degli studenti. Nelle classi prime, la psicologa scolastica Alice Bollini e la pedagogista scolastica Alessia Scotellaro hanno guidato un lavoro sul linguaggio e sugli stereotipi più precoci, analizzando il cosiddetto "linguaggio sessista" e decostruendo il mito dei giochi "da maschi" e "da femmine".

Per le classi seconde, il focus si è spostato sulle discipline e le carriere Stem, in un percorso che tiene conto anche del programma di indirizzo alla scelta della professione che l'istituto inizia già un anno e mezzo prima del passaggio alle superiori. Protagonista dell'incontro #ProfessioneDonna è stata la dottoressa Caterina Froiio, chirurgo in servizio all'ospedale Bassini di Cinisello Balsamo. La dottoressa ha condiviso la sua esperienza in un ambiente lavorativo a lungo dominato da figure maschili, spiegando agli studenti come la realtà stia fortunatamente cambiando.

Particolarmente delicato e profondo il lavoro affrontato dai ragazzi di terza media, prossimi all'esame. Con l'aiuto dell'associazione Adgi (Associazione Donne Giuriste Italia), sezione di Busto Arsizio, e l'intervento delle avvocate Marilena Desca e Sara Zarini, si è parlato di gender gap, accesso alle professioni e questioni legali. «Abbiamo fatto un approfondimento sul "Codice rosso" – sottolinea la professoressa Longhi – per far capire quali sono i campanelli d'allarme che le ragazze e i ragazzi devono imparare a riconoscere nelle relazioni».

L'intero progetto non si è limitato all'ascolto passivo: i ragazzi sono stati parte attiva della mattinata, realizzando anche gli adesivi che hanno colorato le iniziative e la scuola e fissare i concetti appresi, traducendo in pratica i valori della Costituzione italiana. La risposta degli studenti è stata ottima, con molta attenzione e numerose domande poste agli esperti. «Anche i maschi sono molto interessati – conclude Longhi – capiscono che la parità è una cosa che fa bene a tutti, non solo alle donne. A volte si sorprendono confrontandosi con certe realtà, ma la partecipazione è sempre attiva e mai banale».

Giovanni Ferrario

Leggi tutte le notizie di IERI... OGGI, È GIÀ DOMANI ›
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore