Cronaca - 16 gennaio 2026, 20:48

Lonate sotto i riflettori nazionali: il paese si stringe attorno alla famiglia di Jonathan. «Non possiamo vivere nel timore costante di rientrare a casa»

Il TG4 si è aperto con una diretta in Comune sul dramma di via Montello. Il sindaco Carraro: «Jonathan ha reagito per difendersi». Carbone (FdI): «Morte causata dall'omissione di soccorso dei complici». Lettera di un cittadino che chiede di potenziare il controllo di vicinato

Lonate sotto i riflettori nazionali: il paese si stringe attorno alla famiglia di Jonathan. «Non possiamo vivere nel timore costante di rientrare a casa»

I riflettori di tutta Italia restano accesi su Sant'Antonino di Lonate Pozzolo. Anche la serata di oggi, venerdì 16 gennaio, ha visto la frazione al centro del dibattito nazionale: ad esempio, l’edizione delle 19 del TG4 ha infatti aperto i propri servizi proprio con la cronaca di quanto accaduto in via Montello 8, testimoniando un’attenzione mediatica che non accenna a calare e che sta portando nelle case degli italiani il clima di esasperazione di un intero territorio.

«Gli hanno rovinato la vita»

In paese, il sentimento comune è ormai cristallizzato: la comunità si è schierata in modo compatto dalla parte di Jonathan Rivolta. «Gli hanno rovinato la vita, a questo ragazzo», commentano i residenti ai microfoni dei media nazionali, descrivendo il trentatreenne come un giovane ricercatore universitario esemplare, ora travolto da un evento più grande di lui.

Sul piano giudiziario, la posizione del giovane non è cambiata: Jonathan continua a non essere iscritto nel registro degli indagati per omicidio. Il fascicolo della Procura di Busto Arsizio della pm Nadia Calcaterra resta aperto per tentata rapina e lesioni aggravate, con Jonathan nel ruolo di parte offesa. Per fare piena luce sulle cause del decesso di Adamo Massa, il rapinatore trentasettenne colpito durante la colluttazione, è stata fissata l'autopsia per il prossimo 22 gennaio.

Ancora i politici

Intervistata appunto dal TG4, il sindaco Elena Carraro (che oggi ha respinto le accuse di "sciacallaggio" da parte dell'opposizione: LEGGI QUI) ha ribadito la vicinanza delle istituzioni locali: «È vero, è morta una persona, ma Jonathan non aveva l’intenzione di uccidere nessuno. Si è trovato due persone in cucina mentre dormiva, è stato il primo a essere ferito con pugni e gli hanno fatto sbattere la testa contro uno stipite. Ha reagito istintivamente per difendersi». La prima cittadina, ribadendo che è attivo un presidio dei Carabinieri, notte e giorno, davanti all'abitazione per garantire la sicurezza della famiglia, nel timore di possibili ritorsioni, ha spiegato che nei prossimi giorni si interfaccerà con le forze dell'ordine per capire come agire nel prossimo futuro.

La vicenda è approdata anche in Parlamento grazie a un'interrogazione dell’onorevole Fabrizio Cecchetti (Lega), che ha espresso «piena solidarietà alla persona aggredita a Lonate Pozzolo», ponendo l'attenzione sui disordini avvenuti al pronto soccorso di Magenta. Sulla stessa linea, con un'analisi puntuale della dinamica, è intervenuto anche Francesco Carbone, presidente del circolo di Fratelli d’Italia di Lonate Pozzolo.

«Sento il dovere di esprimere la mia opinione in maniera più puntuale e precisa — ha dichiarato Carbone —. Ritengo che siano state usate parole improprie e fuorvianti quando si è detto che Jonathan avrebbe “ucciso un ladro”. La realtà è diversa: un intruso si è introdotto in casa sua, c’è stata una violenta colluttazione e, nel tentativo di difendersi, Jonathan ha ferito uno dei ladri. La morte di quell’uomo è avvenuta successivamente ed è conseguenza di una grave omissione di soccorso da parte dei suoi complici, che hanno preferito fuggire e salvarsi dall’arresto piuttosto che chiamare i soccorsi o portare immediatamente il ferito in un ospedale più vicino. Se qualcuno ha causato quella morte, sono stati proprio i suoi complici». Carbone ha concluso auspicando che la vicenda si chiuda presto: «Spero che gli inquirenti non cambino idea sulla piena legittimità in cui ha agito Jonathan».

Solidarietà e una richiesta: più controllo di vicinato

A dare voce all'esasperazione dei cittadini è anche una lettera inviata al nostro giornale da un residente, Salvatore Segnin: «È inaccettabile che un giovane debba lottare per la propria incolumità dentro le mura di casa. Chiedo un maggiore controllo del territorio e che l'Amministrazione potenzi il servizio di “Controllo del Vicinato” (LEGGI QUI l'intervista ad Armando Mantovani). La prevenzione non può più attendere: la tragedia di via Montello è il segnale che il limite è stato superato». 

Ecco il testo completo.

​In primo luogo, desidero esprimere la mia più totale e incondizionata solidarietà a Jonathan e alla sua famiglia. È inaccettabile che un giovane debba trovarsi a lottare per la propria incolumità dentro le mura di casa, trasformando un luogo di riposo in uno scenario di violenza. A loro va il mio pensiero, con la speranza che possano ritrovare presto la serenità che ogni cittadino merita.

​Tuttavia, quanto accaduto non può essere considerato un episodio isolato. Noi residenti di Lonate Pozzolo, così come i cittadini dei comuni limitrofi, siamo ormai esasperati dai continui furti nelle abitazioni. La percezione di insicurezza è ai massimi livelli: proprio poche settimane fa, anche un mio vicino di casa è stato vittima di un’intrusione, segno di un’escalation che non accenna a fermarsi.

​Non possiamo vivere nel timore costante di rientrare a casa o, peggio, di essere sorpresi nel sonno. Per questo motivo, a nome mio e di molti concittadini, chiedo con forza un maggiore controllo del territorio da parte delle Forze dell'Ordine.

​Parallelamente, credo sia fondamentale che l'Amministrazione Comunale valuti seriamente la possibilità di potenziare e strutturare meglio il servizio di "Controllo del Vicinato". Creare una rete civica attiva, supportata dal Comune e dalle autorità, permetterebbe una sorveglianza più capillare e una segnalazione tempestiva di movimenti sospetti, fungendo da deterrente fondamentale contro questa ondata di criminalità.

​La prevenzione non può più attendere: la tragedia di via Montello è il segnale che il limite è stato superato. Restiamo in attesa di risposte concrete da parte delle istituzioni, affinché la sicurezza torni a essere un diritto garantito e non una fortuna di pochi.

Giovanni Ferrario

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GENNAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU