Malpensa - 15 gennaio 2026, 15:49

Rapina di Lonate Pozzolo, a “Ore 14” su Rai 2 l’intervento di Emiliano Bezzon

Presenza fissa della trasmissione condotta da Milo Infante, l’ex comandante della Polizia Locale, innumerevoli esperienze sul territorio, da Gallarate a Varese, da Milano a Torino, ha fra l’altro commentato brevemente la dura reazione del padre di Jonathan Rivolta, il giovane che si è trovato a fronteggiare due intrusi nella propria abitazione

Rapina di Lonate Pozzolo, a “Ore 14” su Rai 2 l’intervento di Emiliano Bezzon

«Conosce molto bene quelle zone»: Milo Infante, giornalista, conduttore di “Ore 14” su Rai 2, ha introdotto così Emiliano Bezzon, una lunga esperienza nella Polizia Locale (comandante a Milano, Gallarate, Varese, Torino), autore di manuali e testi di Polizia giudiziaria oltre che apprezzato giallista. Presenza fissa della trasmissione in onda nel primo pomeriggio, il samaratese Bezzon ha ricevuto il testimone, nella diretta odierna, per introdurre il caso della rapina finita nel sangue a Lonate Pozzolo. Riassumendo, ma anche mettendo in ordine, fondamentali punti fermi, a partire dal fascicolo per rapina aperto a carico degli aggressori. Rimarcato che nell’abitazione in cui si sono svolti i fatti sono state rinvenute tracce ematiche anche riconducibili all’aggredito, l’ex comandante ha sottolineato come «…la Procura ha creduto alla ricostruzione della vittima e non ha indagato, come si temeva e come normalmente accade, per eccesso colposo di legittima difesa».

Considerazione che ne ha innescate altre, a partire da quelle dell’avvocato Gian Ettore Gassani e della criminologa Anna Vagli. Il primo ha ricordato la riforma della legittima difesa e una distinzione molto netta tra come viene letto, in questi casi, ciò che avviene all’interno delle mura domestiche (tendenza all’indulgenza verso chi subisce l’intrusione perché «…si prende atto del terrore che vivi») e ciò che eventualmente accade fuori, in caso di inseguimenti nei cortili o per le strade. Di ferite come “elemento dirimente” ha parlato Anna Vagli (da quelle, magari frontali, si può comprendere se i colpi siano effettivamente stati inferti durante una colluttazione) aggiungendo considerazioni di carattere psicologico: «In certe circostanze reagisci o soccombi, in quel momento non si fanno calcoli giuridici».

Poche immagini hanno mostrato la mamma e la zia di Jonathan Rivolta. Hanno rassicurato sulle condizioni relativamente buone del giovane ma la prima ha anche ammesso di avere molta paura.

Ha fatto notoriamente discutere la reazione dura del padre dell’aggredito di fronte ai giornalisti. E Bezzon ha ipoteticamente collegato quell'atteggiamento alla preoccupazione per una famiglia, quella del rapinatore ucciso, definita «non tranquilla». Ancora, nel dibattito in studio sono emerse le diverse condotte dopo la colluttazione, con i rapinatori che hanno impiegato tempo per allontanarsi e lasciare il ferito davanti a un ospedale, mentre il padrone di casa ha chiamato prontamente i Carabinieri.

La trasmissione ha anche riportato le dichiarazioni, raccolte al telefono dall’inviata Francesca Crimi, di un cugino dell’aggredito. Richiamata l’impossibilità, per l’impatto emotivo dei fatti, di ottenere un racconto particolareggiato e preciso, il parente ha affermato: «(Jonathan) ha raccontato di avere sentito la porta della cucina sfondarsi. Se li è trovati davanti, è stato subito aggredito dal primo. Tutto, ha detto, è stato caotico e veloce, si è trovato in difficoltà subito».

Il link a Rai Play - "Ore 14" QUI.

Stefano Tosi

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