Gli occhi puntati sulla Pro Patria, come il cuore. Ed è proprio il cuore l'elemento decisivo menzionato da Paolo Tramezzani - lo storico capitano che è rimasto profondamente tigrotto - per chiudere l'operazione salvezza con la gioia che libera da tutte le ansie e le paure.
Ha visto la gara di andara allo Speroni, Tramezzani, e gli è piaciuto lo spirito dei giocatori biancoblù. Come ha stima per Max Caniato e Massimo Sala. Ecco perché non solo sostiene con tutta la sua energia la Pro ma ripercorre anche il proprio cammino per affidare un ingrediente che va oltre la tattica in vista dell'ultima gara di playout, sabato 17 maggio alle 17.30, a Vercelli.
«Sono partite decisive queste - premette - e quindi ripenso un po' anche alle mie, da calciatore e da allenatore». Anche ora, che guida l'Yverdon in Svizzera, Paolo sa cosa serve in casi così importanti.
«Sono partite in cui è normale - prosegue - la richiesta di dare tutto, ma mi sembra che la squadra sabato scorso contro la Pro Vercelli abbia fatto vedere questo Dna, che appartiene storicamente alla Pro Patria. Sono convinto anche che Max Caniato e Massimo Sala, che tra l'altro conosco bene, abbiano l'esperienza giusta per trasmettere ai ragazzi questo modo di vivere la partita».
Il pensiero corre indietro nel tempo e ai colori che Tramezzani ha sempre amato, tanto che non si è mai tirato indietro quando c'era da sostenere la Pro ed è comparso anche più di una volta sugli spalti della Speroni, tra i tifosi. Tra la sua gente, di sempre e per sempre: «Io ne ho vissute tante, di partite decisive con la Pro Patria... Un mio ex compagno mi ha chiamato nei giorni scorsi ricordandomi la settimana prima della partita contro il Genoa, come la avevamo preparata... Mi ha fatto venire in mente che avevamo quella forza, quella convinzione, quell'unione, pur sapendo che era una partita difficile contro un grande avversario, di giocarcela a cuor leggero, non superficiale».
Tramezzani torna a oggi, anzi a questa stagione di serie C per la Pro: «Sappiamo che è stato un cammino complicato, ma una partita unica ti può ridare indietro tutto con gli interessi. E va vissuta con il cuore in mano. Non c'è altro modo di prepararla e giocarla, se non con il cuore in mano. La squadra che ho visto nell'ultima partita, sono convinto che abbia tutto questo e ce la possa fare».