Il ritorno alla vittoria ha il sapore della concretezza e del sudore, spezzando un digiuno di 319 minuti in campionato e regalando tre punti d'oro nella rincorsa alla capolista Pistoiese. Davanti ai milleduecento spettatori dello stadio Carlo Speroni, la Pro Patria supera il Sant’Angelo per 1-0 grazie a un inserimento vincente di Antonio Arpino a metà ripresa (LEGGI QUI), capitalizzando al meglio un calcio d'angolo di Benedetti dopo un primo tempo privo di grandi squilli.
In sala stampa, mister Mauro Zironelli ha promosso a pieni voti la prova di maturità dei tigrotti, esaltando la capacità di saper vincere anche senza ricorrere ai ricami estetici: «Nel primo tempo abbiamo fatto fatica contro una squadra molto chiusa: il nostro possesso palla era sterile e fine a se stesso, proprio quello che non voglio vedere. Nella ripresa abbiamo cambiato pelle, alzando i ritmi e passando alle quattro punte, con Amedeo Benedetti e Bianchini a spingere e Arpino pronto a inserirsi da dietro. È stata una partita sporca, siamo stati ignoranti e brutti e sono felicissimo così. Se contro la Solbiatese avevamo peccato di presunzione, oggi la squadra ha saputo tirare fuori le unghie: i campionati si vincono anche con queste prestazioni di pura cattiveria agonistica».
Il tecnico biancoblù ha inoltre rimarcato la straordinaria tenuta del reparto arretrato, snocciolando un dato statistico emblematico: «Dall'inizio del torneo abbiamo concesso complessivamente appena otto tiri nello specchio della porta. Dietro andiamo spesso nell'uno contro uno accettando il duello a tutto campo, e per fare questo serve grande coraggio. Non mi piace cambiare continuamente modulo disorientando i ragazzi, preferisco fare una o due cose ma fatte bene: chi entra dalla panchina si fa trovare pronto e l'intesa sta crescendo costantemente».
Accanto all'allenatore, anche Biagio Morrone ha analizzato le difficoltà di un match spigoloso e l'importanza di adattarsi alla durezza della categoria: «Siamo una squadra a cui piace dominare e proporre bel gioco, ma chi viene a Busto si difende quasi sempre con il blocco basso per ripartire in contropiede - ha spiegato il centrocampista scuola Juventus - Nel secondo tempo siamo stati bravi a cambiare registro e a verticalizzare con maggiore decisione: in partite così bloccate i calci piazzati rappresentano una risorsa determinante e abbiamo interpreti formidabili capaci di sfruttarli. La mia presenza in Serie D? Il passato non conta, conta soltanto il presente: sono qui per vincere e il mio unico obiettivo è riportare la Pro Patria dove merita di stare».
A margine della conferenza sono arrivate anche le considerazioni del tecnico del Sant'Angelo, Luca Di Lauri, rammaricato per l'epilogo di un confronto equilibrato: «Abbiamo disputato una gara gagliarda con un 3-5-2 attento a togliere varchi alla Pro Patria, concedendo pochissimo e provando a colpire sulle ripartenze. Purtroppo a decidere la sfida è stato un singolo episodio su palla inattiva, ma ai ragazzi non posso rimproverare nulla sul piano dell'impegno».




