Sport - 29 settembre 2026, 08:30

Otto mesi di difesa personale per le donne: Il Tempio rilancia il corso gratuito a Busto Arsizio

Dal 5 ottobre al via gli appuntamenti con il maestro Stefano Bernacchi nella sede di via Cassano. De Bernardi: «Troppi episodi di violenza, vogliamo offrire strumenti concreti per la sicurezza femminile»

Otto mesi di difesa personale per le donne: Il Tempio rilancia il corso gratuito a Busto Arsizio

Un impegno sociale che si rinnova e si amplia, trasformandosi in un vero e proprio programma continuativo a tutela della sicurezza femminile. Dopo la positiva esperienza inaugurata nella primavera del 2025, l'associazione sportiva Il Tempio di Busto Arsizio rilancia e potenzia il proprio progetto dedicato all'autodifesa delle donne, proponendo per la stagione sportiva 2026/2027 un cammino di ben otto mesi, interamente gratuito per tutte le partecipanti.

Il ciclo di incontri prenderà il via lunedì 5 ottobre e proseguirà senza sosta fino a maggio, articolandosi in appuntamenti settimanali fissati ogni lunedì dalle 21 alle 22 all'interno della rinnovata struttura di via Cassano 6. Alla guida tecnica delle lezioni ci sarà il maestro Stefano Bernacchi, in sinergia con la realtà di Free Moving Internal Arts, affiancato da un team attento a coniugare tecniche pratiche ed efficaci con la gestione emotiva delle situazioni critiche.

Uno strumento concreto per sapersi difendere

A spiegare il senso profondo dell'operazione è Diego De Bernardi, presidente del sodalizio sportivo bustocco: «Ci tengo a definirlo un percorso di difesa personale e non un semplice corso. Purtroppo i fatti di cronaca continuano a mostrare troppi episodi di violenza sulle donne, basta guardare un qualsiasi telegiornale. Il nostro obiettivo è fornire alle partecipanti uno strumento concreto per sapersi difendere e per gestire contesti poco piacevoli o rischiosi, aumentando al contempo consapevolezza, autostima e forza in un ambiente sicuro e accogliente».

La proposta si distingue per una durata insolitamente estesa per questo genere di attività promozionali. Mettere a disposizione otto mesi continuativi di insegnamento a titolo gratuito rappresenta una scelta precisa da parte dell'associazione, che da anni porta avanti iniziative dal forte impatto sociale per il territorio. La frequenza alle lezioni non richiederà alcun pagamento per il corso in sé: alle donne che interverranno, sia alle storiche iscritte sia a coloro che si avvicinano alla palestra per la prima volta, sarà richiesta unicamente la copertura della quota relativa al tesseramento assicurativo sportivo, passaggio obbligatorio per legge e a tutela dell'incolumità di ciascuna praticante.

Il programma didattico punterà su nozioni accessibili e realistiche, pensate per dare risposte immediate a chi non ha necessariamente un passato nelle arti marziali o negli sport da combattimento. L'iniziativa, sintetizzata dal motto «Insieme siamo più forti», punta a costruire una rete solidale e a trasmettere sicurezza nella vita quotidiana.

Oltre le tecniche: psicologia, prevenzione e la forza di vincere le paure

A delineare l'impostazione metodologica delle lezioni è il maestro Stefano Bernacchi, forte di quarant'anni di pratica e di oltre trentacinque anni dedicati all'insegnamento delle arti marziali e della difesa personale. Secondo il docente, la prima e fondamentale distinzione risiede nella natura stessa di ciò che viene proposto: non una disciplina marziale classica intrapresa per passione accademica, ma una vera e propria via pensata per chi, spesso spinto dal timore o dall'eco dei fatti di cronaca, avverte l'esigenza di acquisire sicurezza. Proprio per questo motivo, il percorso rifiuta l'illusione di ricette rapide: «Non si può pensare di fare come con il bignami dell'Odissea, estrapolando quattro tecniche da insegnare a persone che variano dai 14 agli 80 anni, illudendosi che questo basti a salvar loro la vita».

L'asse portante del lavoro risiede nella sfera psicologica e nella capacità di prevenzione, ben prima del contatto fisico. In un momento di pericolo reale, il panico rischia infatti di paralizzare mente e corpo, rendendo vana qualsiasi mossa imparata a memoria. «Senza una solida base corporea e mentale, la tecnica è come una pistola carica in mano a chi non ha mai sparato al poligono: non solo non serve, ma rischia di arrecare danno», spiega Bernacchi. Ecco perché l'insegnamento insiste sulla coordinazione, sull'equilibrio e persino su gesti all'apparenza semplici ma cruciali, come l'imparare a gridare per rompere lo stato di shock e richiamare attenzione. Un cammino di crescita interiore e di padronanza di sé che supera la mera aggressione fisica, come dimostra l'esperienza di un'allieva che, bloccata dalla fobia di viaggiare da sola, dopo una manciata di incontri ha trovato la sicurezza necessaria per salire sulla metropolitana di Milano senza timori.

Dalla strada alle mura di casa: uno spazio ampio e aperto a tutte

La prospettiva tracciata da Bernacchi abbraccia una visione a tutto tondo dei contesti di rischio, che non si esauriscono negli episodi di microcriminalità urbana. Se l'attenzione viene posta su scippi, borseggi e molestie, un rilievo centrale è attribuito alla prevenzione all'interno dell'ambiente domestico. È proprio nell'intimità delle relazioni familiari o di coppia, davanti a mariti, fidanzati o ex compagni, che le donne tendono comprensibilmente ad abbassare la guardia ed è lì che spesso si consumano i drammi più gravi. «Non esiste una singola tecnica risolutiva per situazioni così profondamente diverse tra loro», evidenzia il maestro, rimarcando l'importanza di saper leggere in anticipo i segnali di rischio e di gestire la sfera emotiva prima che lo scontro degeneri.

Le iscrizioni sono già aperte in vista della prima data di lunedì 5 ottobre. Per raccogliere informazioni o riservare il proprio posto è possibile mettersi in contatto direttamente con Diego De Bernardi al numero di telefono 3477145177 oppure inviare un messaggio di posta elettronica alla casella crossfit.iltempio@gmail.com.

Giovanni Ferrario

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