Una chiesa gremita, unita dall’affetto sincero e da quell’inconfondibile legame di fede sportiva che supera il tempo e lo spazio. I suoi amici e il popolo della Pro Patria si sono stretti nel pomeriggio per dare l’ultimo saluto a Sergio Marra, storico tifoso, colonna del Pro Patria Club e fondatore de «Il Tigrotto», scomparso a 67 anni.
Nella chiesa parrocchiale di Beata Giuliana, l’atmosfera ha restituito l'immagine autentica della vita di Sergio: sul feretro in legno spiccavano una composizione floreale rigorosamente bianca e blu e due sciarpe della Pro Patria, simboli di una passione viscerale condivisa per decenni con generazioni di sostenitori. Accanto alla bara, tantissimi amici di una vita, esponenti dei club organizzati.
A celebrare le esequie è stato il parroco don Gigi Musazzi, che durante l’omelia ha toccato le corde del cuore dei presenti, richiamando il senso profondo dell'amicizia e della speranza cristiana: «Siamo qui in tanti, radunati dall’affetto per Sergio e dalla comune passione per la Pro Patria. Di fronte al mistero della morte, la fede ci ricorda che la vita non finisce, ma si trasforma. Sergio ora ritrova il suo papà e la sua mamma, i parenti e i tanti amici che lo hanno preceduto. La sua presenza continuerà a farsi sentire in mezzo a noi, attraverso i ricordi, il bene condiviso e quella vicinanza che non si spegne».
Particolarmente toccanti sono stati i momenti in cui gli amici hanno preso la parola dall'ambone. Mauro De Bernardi, a nome del Pro Patria Club, ha letto una lettera carica di riconoscenza e nostalgia: «Ci unisce l’amore per la nostra Pro Patria, quella passione che Sergio ha vissuto con autentico entusiasmo e profondo senso di appartenenza. Ha fatto parte del nostro club e ha contribuito, con la sua penna e il suo trasporto, a raccontare la squadra e la nostra storia attraverso le pagine del Tigrottino. Ci mancheranno la sua presenza, la sua voce e il suo posto tra noi. Ma le persone che hanno lasciato qualcosa nel cuore degli altri non scompaiono mai davvero. Ogni volta che ci ritroveremo insieme a sostenere la Pro Patria, ogni volta che una bandiera biancoblù sventolerà e dagli spalti si alzerà un coro, il nostro pensiero andrà anche a lui. Ciao Sergio, sarai sempre uno di noi, sarai sempre parte della nostra famiglia».
Subito dopo, anch'egli commosso, è intervenuto il presidente del Pro Patria Club, Giovanni Pellegatta, che ha voluto sottolineare la straordinaria catena di solidarietà scattata nei giorni scorsi: «Voglio ringraziare di cuore tutti coloro che si sono mobilitati: i club organizzati, gli ultras, la società Aurora Pro Patria e le tantissime persone, vicine e lontane, che hanno donato per permettere di dare a Sergio un saluto degno e all'altezza di ciò che meritava. Con la cifra raccolta sono state coperte tutte le spese per la cerimonia, il feretro e la sistemazione cimiteriale. Quanto avanzato verrà utilizzato per prendersi cura del cane di Sergio, a cui era molto affezionato, e il resto devoluto in beneficenza».
Al termine della funzione, tra applausi commossi e sguardi colmi di ricordi, il feretro è stato accompagnato all’uscita della chiesa per il viaggio verso l'eterno riposo.




