Sociale - 28 luglio 2026, 09:35

IL GRIDO DEI SINDACI. L'allarme da Gorla Maggiore: «Minori a carico dei Comuni, la situazione sta diventando insostenibile»

Pietro Zappamiglio fornisce numeri e dati per rimarcare un fenomeno non solo in crescendo, ma caratterizzato da imprevisti: «Su un bilancio con 4 milioni su spesa corrente, ci siamo trovati a pagare mezzo milione. Abbiamo compiuto uno sforzo sovrumano per non aumentare le tasse, bisogna però fare qualcosa soprattutto per gli enti locali più piccoli». Dai trasferimenti a un'agevolazione per gli affidi, le vie. E il primo cittadino promette battaglia

IL GRIDO DEI SINDACI. L'allarme da Gorla Maggiore: «Minori a carico dei Comuni, la situazione sta diventando insostenibile»

Minori, un’emergenza che scuote i Comuni, a partire dai più piccoli. Gorla Maggiore ha dovuto rivedere di nuovo i conti nell’ultimo consiglio comunale: 190mila euro di disequilibrio di bilancio si sono verificati con un’ultima emergenza, un codice rosso che ha visto l’amministrazione dover prendere in carico una mamma e quattro minori. Con un’operazione finanziaria, l’utilizzo dell’avanzo libero, si è scongiurato il disavanzo appunto.

«Il capitolo minori – osserva il sindaco Pietro Zappamiglio – oggi costa 130 euro al giorno per minore, noi ne abbiamo 10 in comunità, quindi moltiplicando per 365 giorni sfioriamo il mezzo milione. Il nostro bilancio, è di 4 milioni sulla spesa corrente».

Un onere, che cresce di anno in anno: «La situazione sta diventando insostenibile - commenta il primo cittadino – c’è il rischio che alcuni Comuni vadano in disequilibrio, se non in disavanzo. Come intervenire? Solo nel momento in cui c’è un trasferimento dello Stato che ne tenga conto». Se la tendenza è in crescendo, ci sono casi che non possono anche essere previsti nel loro impatto negli enti con un numero basso di abitanti. Può capitare che un Comune approvi il bilancio previsionale a dicembre e poche settimane dopo scoppi un’emergenza come quella registrata nell’ultimo bilancio. 

Zappamiglio fa un paragone: «È come in una famiglia a cui succede che si rompe la caldaia e non ha soldi in banca». Che cosa può fare un Comune? Tagliare i servizi o alzare le tasse, queste ultime sono l’Imu e l’addizionale Irpef. Il governo Meloni ha aumentato il budget a 250 milioni sui minori». Un contributo che non va alle famiglie, ma viene appunto erogato ai Comuni impegnati in questa direzione.

Il problema, tuttavia, è di proporzione sempre più pesante e devono arrivare i trasferimenti, nei tempi giusti. Ma se questi tardano o alla fine non saranno sufficienti per coprire un fenomeno destinato a crescere, i guai sono dietro l'angolo.

«Io in questo momento, ho fatto un grande sforzo – ribadisce - con la conoscenza che avevamo del bilancio, cosa che non avrebbe potuto fare un eventuale commissario – precisa ancora - La Corte dei conti mi consente una tantum di mandare in disequilibrio il bilancio, qualora ci sia stato un imprevisto imprevedibile. Con una relazione dettagliata di tutti gli sforzi che ha compiuto il Comune per coprire questa spesa. L’utilizzo, appunto, dell’avanzo libero».

Tuttavia, la parola chiave è proprio una tantum: «Poi la Corte dei Conti ti dice che se è successo nel 2026 e ancora si verifica nel 2027, lo devi stabilizzare nel bilancio. Quindi questo mi implicherebbe di aumentare le tasse al massimo». Mentre tra l’altro il canone di concessione della discarica va a finire, l’amministrazione si è impegnata a non inserire rincari nelle tasse che cosa si può fare? «È evidente che da adesso in poi, se questa è la situazione, dobbiamo cercare nuove entrate – osserva Zappamiglio – che non sono solo nella tassazione. Possono essere nell'incremento delle sanzioni, degli oneri di urbanizzazione e delle costruzioni, perché il Pgt è pronto».

Un Comune piccolo ha poche leve, ma poi si pone il tema sociale e non solo: «È anche culturale. L’integrazione, la famiglia patriarcale. I minori attuali sono tutti stranieri. Io mi impegno moltissimo su questo tema. Oltre al costo sul bilancio, c’è tutto ciò che non è contabilizzato, come il tempo che dedichiamo. Io sono anche amministratore di sostegno di un minore e devo fare la rendicontazione, con l’aiuto degli uffici».

La soluzione non può essere trovata da un Comune. Ma, ad esempio, a livello generale qualcosa si potrebbe fare sostenendo e alleviando le procedure:  oggi, ad esempio, ce ne sono quattro a Gorla Maggiore. Rappresentato pure un tipo di esperienza differente per i minori, che possono vivere in una famiglia.

È giusto che la percezione è territoriale, ma le risposte non possono venire solo da qui, soprattutto non pesare sull’intera comunità. Certo, c'è anche il tema degli anziani che è destinato a incidere sempre più, tuttavia l'aspetto dei minori è caratterizzato da continue emergenze.

«Lo sforzo che facciamo è sovrumano – ribadisce Zappamiglio – siamo arrivati a monitorare settimanalmente le entrate, per non tassare ulteriormente i miei cittadini». «Che cosa si può fare? – insiste Zappamiglio – Sicuramente lavorare sugli affidi e agevolarli, come dicevo. Preparare anche le persone culturalmente e poi la burocrazia...». 

Anche sui social, il sindaco ha assicurato ai cittadini che non si fermerà: «La Corte dei Conti impone ai Comuni di farvi fronte attraverso nuove entrate: dovremmo insomma, non per scelta ma per obbligo, innalzare i tributi e le tariffe. Lo trovo ingiusto, penalizza la buona capacità di amministrare. Credo che tale incombenza finanziaria non debba gravare sui Comuni. Posso assicurarvi che farò la mia battaglia, prendendo pubblicamente posizione e sollecitando rappresentati della Regione e del Parlamento, affinché venga rivisto questo meccanismo di attribuzione dei costi. Non demordo».

Marilena Lualdi

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