La notizia della morte di monsignor Claudio Livetti ha rapidamente fatto il giro di Busto Arsizio, lasciando sgomenta la città.
Il sindaco Emanuele Antonelli partecipa al dolore della chiesa bustocca per la scomparsa improvvisa di monsignor Claudio Livetti, cittadino benemerito: «Sono profondamente dispiaciuto per la grave perdita che colpisce l’intera città. Monsignor Livetti fino all’ultimo è stato un pastore, una guida, un padre per tantissimi bustocchi, per i tanti giovani che ha accompagnato nel percorso matrimoniale e di costruzione delle proprie famiglie, per gli anziani soli e bisognosi di conforto. Sempre disponibile e generoso, sempre pronto a offrire sostegno spirituale e aiuto concreto, ha svolto il suo ruolo alla guida del decanato e della parrocchia di San Giovanni con grande capacità di innovazione, affrontando sfide importanti e decisive per la comunità cristiana. Mancheranno la sua saggezza, le sue parole di conforto, il suo modo schietto e sincero di relazionarsi con le istituzioni e le persone».
«Per esperienza personale – osserva la deputata Manuela Maffioli – so che quando una famiglia ha il dono di poter avere un religioso o una religiosa tra i propri componenti, questi diventano un punto di riferimento sostanziale, non solo formale. Guide, bussole, confidenti, basi solide su cui poggiare, soprattutto nei momenti di difficoltà. Questo è stato per la grande comunità di Busto - una famiglia, sotto molti punti di vista - monsignor Livetti.
Per decenni ci siamo nutriti dei suoi insegnamenti, della sua saggezza, della sua cultura, delle sue conoscenze, della sua capacità di interpretare la realtà e indicare la via. Della sua stabilità.
E di tutto questo la Città dovrà continuare a saper fare memoria e tesoro. Perché gli esempi e gli insegnamenti per fortuna ci sopravvivono e restano. Così sarà per tutto quello che don Claudio ci ha donato, nel suo lungo tempo terreno con noi».
«Ci mancherà tanto monsignor Claudio Livetti - afferma l'eurodeputata Isabella Tovaglieri -. Ci mancheranno le sue prediche sferzanti e i suoi sorrisi affettuosi, il suo rigore morale e la sua genuina bonomia.
È stato una figura autorevole e una vera guida spirituale per la nostra Busto Arsizio, sia nei ventidue anni in cui ha svolto il ministero di Prevosto di San Giovanni e Decano della città, sia nel periodo successivo al suo ritiro, che ha scelto di vivere qui, senza mai interrompere il suo legame con la comunità cittadina.
Non era bustocco secondo i canoni tradizionali, essendo nato a Ferno, ma aveva Busto Arsizio nel cuore. Ne aveva saputo cogliere l'anima più autentica, conoscendola a fondo e vivendola con straordinaria intensità. Ha lasciato un segno indelebile e ha insegnato a tutti noi ad amare questa città e la sua gente.
Riposa in pace, caro Monsignore, e continua a volgere il tuo sguardo attento e saggio su Busto».
Quando il prevosto ha raggiunto Busto nel 1986, Gigi Farioli era assessore. Nei suoi anni da sindaco, tra i due c’è poi stata una «stretta collaborazione»: «Un uomo autorevole, di straordinaria arguzia, colto, dotato di un'immensa curiosità intellettuale, un'intensa fede. Ha seguito con cura e passione la comunità di cui è stato pastore. Un ricordo commosso e con gratitudine per la guida e la collaborazione».
Luigi Giavini, storico e scrittore: «Busto ha davvero perso un tassello eccezionale della nostra storia religiosa e civile. Immagino l'incontro gioioso in cielo con mio fratello don Giovanni, con il quale era legato da un rapporto di amicizia straordinario. Monsignor Livetti mi ha insegnato il valore primario per testimoniare cosa significhi essere cristiano: vedere nell'altro un fratello con cui condividere gioie, problemi e solidarietà. Grazie, monsignor Livetti! Prega per Busto!».




